Cene aziendali, prime disdette: «Senza Green pass si resta a casa»

13 Dicembre 2021

Armenti (Confcommercio): «Rinunce anche per i giorni di Natale. La perdita sarà bilanciata dall’asporto Ma i controlli nei locali devono proseguire per garantire sicurezza. L’obiettivo è continuare a lavorare»

PESCARA. Con l’entrata in vigore del super Green pass sono arrivate le prime disdette, nei ristoranti. In molti locali i posti erano già tutti occupati, per le feste di Natale e per le cene aziendali di fine anno, ma le nuove regole hanno cambiato le carte in tavola per cui si è ridotto di i numeri di partecipanti a questi appuntamenti, visto che non tutti sono in regola con la certificazione, e c’è stato anche qualcuno che ha cancellato la serata.
È anche vero, però, che l’obbligo del Green pass infonde fiducia a chi è spaventato dal Covid e dal pericolo di contagio e ora si sente più sicuro a frequentare i locali. Ed è altrettanto vero che chi rimarrà a casa potrà comunque usufruire dell’asporto.
A tratteggiare il quadro è Gabriele Armenti, presidente della Confcommercio per il settore Banqueting che appare «ottimista, come deve essere ogni imprenditore» ma sa bene che questo è «il momento dell’attesa, perché le persone aspettano di capire gli sviluppi sanitari del virus». «Il Green pass sarà deleterio dal punto di vista numerico, perché nei nostri locali si ridurranno i clienti che non ce l’hanno, ma di contro sarà invogliato ad uscire chi ce l’ha e si sente più sicuro. E comunque sarà favorito l’asporto, se qualcuno deciderà di stare a casa, magari per non lasciare solo nel giorno di festa un parente sprovvisto di Green pass. Quindi si può immaginare un bilanciamento tra le varie cose, nella speranza che lo scenario non diventi più critico». Tirando le somme, «per la nostra categoria il Green pass è positivo, perché ci consente di lavorare, e d’altronde lo stiamo facendo, così come lo abbiamo fatto quest’estate. E continueremmo a farlo, senza chiudere, fino alla fascia arancione», prosegue il rappresentante della Confcommercio sottolineando gli effetti positivi del Green pass. «Di questi tempi, negli anni passati, avremmo già avuto il quadro chiaro e tutto prenotato per la fine dell’anno ma rispetto al 2020 - quando eravamo in zona rossa - è stato fatto un passo avanti perché con il Green pass possiamo lavorare e intanto continua la campagna vaccinale, che sta producendo i suoi effetti sulla diffusione del virus». I controlli sui Green pass «ci sono e devono esserci, da parte dei ristoratori, anche per favorire il lavoro delle forze dell’ordine», conclude rivolgendosi alla sua categoria che deve garantire ai clienti «correttezza, trasparenza ma soprattutto sicurezza». Perché c’è «voglia di vivere le tradizioni e tornare alla convivialità».
(f.bu.)