Cenone e festa nei locali: fine anno con il pienone

I ristoratori tirano un sospiro di sollievo: «Dobbiamo mandare la gente indietro» I prezzi in salita non scoraggiano le tavolate: «Ma per noi i costi sono altissimi»
PESCARA. È il capodanno del vero ritorno alla normalità. Lo testimonia il desiderio della gente, di tutte l’età, di festeggiare con un veglione in grande stile e lo dicono le prenotazioni nei ristoranti per i cenoni, che a dispetto degli anni passati, quando il last minute imperava, sono già in direzione del tutto esaurito. Nonostante la crisi economica, le bollette pesanti da pagare e qualche rincaro sul prezzo finale dei cenoni, le prenotazioni nei locali di Pescara stanno andando bene: un sospiro di sollievo per i ristoratori dopo i mesi dello stop forzato.
«C’è grossa richiesta», analizza Claudio Cilli, referente per il settore ristorazione di Confcommercio Pescara. «A differenza degli altri anni, quest’anno si è giocato d’anticipo, le prenotazioni che stanno arrivando ora sono tante e si comincia a doverle rimandare indietro». Il costo medio di un cenone in città secondo il ristoratore si aggira attorno ai 60-70 euro, se poi si parla di un veglione organizzato con musica e intrattenimento il costo sale di almeno un 20%. «I prezzi sono saliti rispetto agli anni passati di almeno il 10 per cento. I ragazzi non badano a spese, le famiglie sono un pochino più attente, ma la voglia di festeggiare dopo due anni di chiusure è talmente alta che alla fine un po’ tutti si muovono. Si è cercato di risparmiare fino a ora, ma per le festività le persone non vogliono farne a meno».
«Le prenotazioni stanno andando molto bene», sottolinea Giuseppe Scampoli, referente per Confesercenti. «Gli anni passati in questi giorni non si era ancora pieni, mentre adesso in tanti ristoranti restano pochi tavoli. I veglioni con la musica per i ragazzi hanno registrato ormai già il tutto esaurito perché i giovanissimi sentono il bisogno di festeggiare». Secondo Scampoli, però, alcune famiglie saranno costrette a rinunciare per via dei costi alti. «Rispetto allo scorso anno, c'è stato un rincaro sui cenoni del 10% almeno. Gli aumenti delle spese però sono stati del 20%, quindi i ristoranti comunque non riescono a coprire i costi sostenuti».
È un bilancio positivo anche quello tracciato dalla Cna. «Questo è il vero fine anno dopo la pandemia e quindi è un ritorno alla normalità. I riscontri sulle prenotazioni», osserva Luciano Di Lorito, «sono buoni un po’ in tutti i locali. Questi risultati positivi durante Natale e Capodanno, quindi giorni clou, dovranno essere seguiti da un ritorno alla normalità durante tutto l’anno ed è per questo che bisognerà impegnarci affinché ci sia una ripresa duratura per tutto il comparto».
Meno roseo lo scenario dipinto da Massimiliano Pisani di Confartigianato. «Siamo in linea con lo scorso anno. C’è stato un buon interesse iniziale, ma poi l’attenzione è andata scemando. Credo che i locali arriveranno a riempirsi solo al 70%, con tanto last minute, ma lo faranno solo quei ristoranti che hanno tenuto un prezzo contenuto, al massimo sui 60 euro. Proposte più care non avranno appeal e a mio avviso riusciranno a riempire solo un 50 per cento». Secondo Pisani, anche i ristoratori devono fare la propria parte per far fronte «a questa situazione orribile. Non è con una sera che i locali risolveranno i problemi annuali, quindi è inutile alzare di troppo il prezzo. Si deve guardare meno all’utile per cercare di fare la nostra parte».
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