Centinaia di letti in più per Geriatria e Medicina: stop al sovraffollamento

La direzione sanitaria della Asl progetta una rivoluzione dei reparti dopo il trasferimento di Malattie infettive nel palazzo dedicato al virus
PESCARA. Oltre 80 posti letto. E' l'obiettivo che si riuscirebbe a raggiungere se si accorpassero gli spazi attualmente riservati a Geriatria e Infettivi situati al sesto piano, ala nord, sud e ovest, dell'ospedale. L'emergenza coronavirus ha fagocitato gli ambienti e i due reparti sono stati trasformati in area Covid che ha inglobato anche parte di Pneumologia, Nefrologia e Urologia, al settimo piano. Ma quando, nelle prossime settimane, l'unità operativa complessa di Malattie infettive sarà trasferita nell'adiacente palazzo rosso dedicato ai malati Covid (1253 casi positivi dall'inizio dell'emergenza) il sesto piano del presidio ospedaliero in gran parte si svuoterà.
A questo punto, la direzione sanitaria potrebbe decidere di «aumentare gli spazi riservati a Geriatria», reparto perennemente in affanno a causa del sovrannumero di pazienti che condivide la stessa sorte con Medicina, pronto soccorso, Pneumologia ma anche Ortopedia e Terapie neurovascolari.
L'anticipazione è del manager Asl Antonio Caponetti che svela i piani futuri dell'azienda alla luce dei «nuovi scenari» che si stanno delineando a causa della pandemia in atto che ha rimescolato le carte e scritto nuovi orizzonti programmatici.
«Questa situazione di emergenza», commenta il direttore generale, «ci dà la possibilità i ripensare i reparti ospedalieri. Una volta trasferito Infettivi nell'ospedale Covid, potremmo allargare Geriatria, ma anche Medicina», al settimo piano. L'unità Infettivi, diretta da Giustino Parruti, ha una capacità ordinaria di 15 posti letto, una sezione di isolamento respiratorio a pressione negativa, un day hospital con 3 posti letto, un day service con 10 posti, spiega il sito aziendale.
Geriatria (diretto dalla dottoressa Rosa Scurti, che sostituisce il primario Emilio Simeone, in pensione) conta normalmente 54 posti letto ordinari e 2 di day hospital, per complessivi 83 posti letto. La capienza di Geriatria (reparto smembrato durante l'emergenza Covid e trasferito in parte al secondo piano) può superare anche quota 70 pazienti nei momenti peggiori con i malati dislocati nei corridoi o allocati altrove, come sta accadendo in questi giorni anche a Medicina. Lo conferma Silvia Di Carlo, dirigente medico di Medicina, che spiega: «I 34 posti letto sono tutti occupati, anche da pazienti geriatrici, in questa fase arriviamo a ospitare 50 pazienti che abbiamo dovuto dirottare verso altri reparti, Stroke, Ginecologia, Ortopedia, Neurochirurgia. Una condizione anomala e complessa che impegna moltissimo il personale medico e infermieristico, già provato dall'emergenza Covid, costretto a correre da un reparto all'altro per assistere i malati. Un grande sforzo, ma la situazione è sotto controllo».
Quasi tutti occupati anche i 18 posti letto dell'unità di Terapia neurovascolare (strokeunit), settimo piano, diretta da Gabriele Lombardozzi. Spiega, il dirigente del reparto in prima linea nella cura dei pazienti affetti da ictus con la trombolisi sistemica e meccanica, che in questa fase emergenziale si è registrato «un calo di accessi del 20-30% in linea con il trend nazionale, forse dovuto al fatto che, stando a casa, i pazienti sono meno stressati e più attenti alle terapie e alle tematiche della salute». Il reparto, che ricovera 450 pazienti l'anno e che effettua generalmente da 110 a 130 interventi l'anno (36 nei primi mesi del 2020, 635 dal 2007), ha istituito anche una stanza Covid dove i pazienti in arrivo vengono sottoposti a tampone prima di essere inseriti in reparto. Lavora «a pieno regime» anche la Radiologia vascolare e interventistica, diretta dal primario Vincenzo Di Egidio, dove ogni anno vengono eseguite oltre 130mila prestazioni di diagnostica. Il dipartimento opera a stretto contatto con il reparto di terapia neurovascolare che ospita anche pazienti di Nefrologia e Urologia. Trasformazioni di reparti e dipartimenti da trasferire da un piano all'altro del presidio ospedaliero che i vertici dell'azienda sanitaria stavano decidendo già da gennaio, prima che scoppiasse la pandemia, e che nel futuro rivoluzionerà l'assetto organizzativo e strutturale del Santo Spirito. Cambiamenti che adesso cominciano a diventare realtà.
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