Cento famiglie senz’acqua, la protesta

Incubo infinito per gli inquilini di sei palazzine: «La nostra cisterna non arriva mai a riempirsi e restiamo subito a secco»
MONTESILVANO. Allarme rubinetti a secco per un centinaio di famiglie che abitano nel residence Le Farfalle di via Senna, a Montesilvano.
Un incubo che va avanti da quest’estate ma che gli inquilini delle sei palazzine speravano che si risolvesse con la fine della stagione calda, come avviene da anni. E invece, nonostante l’autunno, l’emergenza idrica prosegue, l’acqua che entra nella cisterna non è sufficiente e le abitazioni rimangono sempre a secco. «Da anni ormai conviviamo con questo problema», commenta una residente, facendosi portavoce di un disagio che sta coinvolgendo tutte le famiglie del complesso residenziale. «Ogni estate, quando avvengono i razionamenti dell’acqua da parte di Aca, noi siamo sempre i primi a pagarne lo scotto, perché rimaniamo sistematicamente senza acqua. Per la prima volta, però, quest’anno le cose sono peggiorate. L’estate è finita, ma il problema è rimasto e continuiamo ad avere l’acqua a singhiozzo».
La residente riferisce che nelle palazzine ci sono molti bambini, anziani e persone che, come lei, svolgono professioni sanitarie e hanno necessità di lavare e disinfettare camici e abiti da lavoro. «Il Comune e il sindaco, al quale ci siamo rivolti spesso, non hanno competenza e responsabilità ma, nonostante questo, in più occasioni hanno sollecitato Aca a intervenire con le autobotti», prosegue. «Il problema, però, è che Aca continua a dire che il problema è nella capienza della nostra cisterna che non sarebbe abbastanza grande per servire tutte le famiglie. Sicuramente in parte è vero, ma se l’acqua non arriva, la cisterna, seppure piccola, proprio non arriva a riempirsi, e quindi rimaniamo subito a secco». I residenti spiegano che il condominio è interessato dalle impalcature per la riqualificazione dell’immobile che non consente, nell’immediato, l’installazione di una nuova cisterna. «Aca, che è intervenuta anche sabato mattina con un suo addetto nel nostro condominio», evidenzia la donna, «ci ha detto che non aprirà più ticket per il nostro condominio. E non sappiamo come fare perché, se non possiamo chiedere aiuto a loro, ci rimane solo di rivolgerci ai carabinieri».

