Centorame sul palco dell’Ariston

6 Febbraio 2020

L’attore montesilvanese a Sanremo. La madre: «Che emozione»

MONTESILVANO. «Se m’è scappata la lacrimuccia? Anche più di una»: la prima serata di Sanremo 2020 non la scorderà facilmente Natalina Paluzzi, madre di Francesco Centorame, il giovane attore montesilvanese protagonista sul palco dell’Ariston. Centorame, insieme agli altri protagonisti dell’ultimo film di Gabriele Muccino “Gli anni più belli”, si è esibito con gli altri attori del cast in “E tu come stai?”, vecchio successo di Claudio Baglioni.
«Mi ha chiamato subito dopo», racconta la madre Natalina, «per chiedermi come era andato. Lui è sempre stato molto esigente con se stesso. L’emozione è stata tanta... Poi sono arrivate le telefonate di chi lo aveva visto in televisione, la gente che mi ha fermato la mattina dopo: è stata una giornata particolare, insomma». Come vi ha annunciato la sua apparizione al festival? «Alla lontana: mi ha chiamato qualche giorno prima per chiedermi se lo vedevo, se mi piaceva Sanremo. Allora mi sono ricordata che due anni prima Muccino c’era già stato, e ho capito».
“Gli anni più belli” ha rappresentato per Francesco l’esordio sul grande schermo, dopo la partecipazione alla serie “Skam” nel 2018. Il suo successo non sembra meravigliare più di tanto Giampiero Mancini, l’attore e regista pescarese che a Montesilvano ha fondato Smo (Spazi mentali occupati), la scuola di recitazione dove si è formato Francesco tra il 2016 e il 2018: «Sono soddisfattissimo», dice Mancini, «ma lui era un predestinato: è una persona bellissima, pulita, e un attore del quale ci si innamora quando lo si vede recitare. Cose che per alcuni possono essere forzature, a lui vengono spontanee, rapide. Da noi se hai talento il passo tra la formazione e il lavoro è breve, come è stato per Francesco: avrebbe dovuto concludere un percorso triennale, ma dopo due anni era già fuori».
Ex studente dell’Alessandrini, in realtà il sogno di Francesco era quello di fare il calciatore: «Ha dovuto smettere per qualche problemino fisico», racconta la mamma, «e ha iniziato a recitare per fare teatroterapia, doveva tirare fuori quello che aveva dentro. È uno che vuole dare sempre il massimo: o tanto o niente... i giovani sono così! E da una bella botta ha tirato fuori una cosa positiva: noi abbiamo sempre creduto in lui».
Sul passato da calciatore scherza Quinto Paluzzi, zio materno, presidente del Delfino Flacco Porto che milita nel campionato di Eccellenza: «Quando diceva che era infortunato», racconta Paluzzi, «gli dicevo che faceva finta e che avrebbe dovuto fare l’attore! Era bravo, giocava ad ala ed era molto promettente: vederlo in televisione ha emozionato tutti noi che lo abbiamo visto crescere».
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