Centrale elettrica del Terzo salto bloccata da una condotta rotta

POPOLI. L’amministrazione comunale è da qualche giorno all’opera per la risoluzione della problematica causata dalla rottura della condotta idrica che alimenta la centrale di produzione di energia...
POPOLI. L’amministrazione comunale è da qualche giorno all’opera per la risoluzione della problematica causata dalla rottura della condotta idrica che alimenta la centrale di produzione di energia elettrica del Terzo salto sul fiume San Callisto. Un inconveniente, rilevato circa 15 giorni fa, che causa il fermo della turbina ed il blocco della produzione con conseguente mancato incasso per le casse comunali. «Perdiamo circa 700 euro al giorno con la centrale ferma», esordisce il sindaco Dino Santoro, «abbiamo già effettuato un sopralluogo con il direttore dei lavori riguardanti l’esecuzione del sottopasso ferroviario, contestando delle opere che secondo noi hanno contribuito alla rottura della condotta».
Opere di derivazione del corso d'acqua, eseguite anni fa, per estrarre parte della portata e dedicarla agli usi agricoli dei terreni coltivati situati nella zona alta della vallata di San Callisto. «Ben sapendo che una eventuale strada giudiziaria», riprende il primo cittadino, «comporterebbe tempi biblici per la soluzione del problema, l’amministrazione si sta attivando per addivenire ad una mediazione e soprattutto per procedere alla preparazione di atti amministrativi e all'approntamento di elaborati progettuali per l’esecuzione di un intervento tecnico di riparazione della condotta. Un lavoro che prevede un impegno economico di circa 130mila euro».
Nel dettaglio le prestazioni da mettere in cantiere attengono alla sostituzione integrale della attuale condotta in cemento che ha un diametro di 1.400 millimetri in acciaio e per una lunghezza di circa 40 metri. «Si dovrà realizzare insomma», fa presente Santoro, «la sostituzione integrale della tubazione che va dall’imbocco alla centrale fino punto dove inizia il sottopasso ferroviario, ed eseguire lavori aggiuntivi per eliminare eventuali criticità che nel tempo potrebbero causare altro genere di inconvenienti». «Dai rilievi effettuati», spiega ancora il sindaco, «sono emerse altre criticità attinenti il passaggio pedonale del sottopasso, da qualche anno realizzato dalla Ferrovie dello Stato che risulta essere di una pendenza ben superiore all’8 per mille». «Nel corso del sopralluogo», va avanti Santoro, «si è rilevato e fatto notare la difficoltà e l’impossibilità per le persone molto anziane, e in special modo per i soggetti con disabilità, a percorrere quel tratto di marciapiede con la sua elevata pendenza, il che ci ha indotti a prospettare l'ipotesi della realizzazione di un secondo sottopasso pedonale» .

