«Centrali idroelettriche a secco»

3 Settembre 2024

Blasioli lancia l’allarme: senza la portata del Tirino, tre impianti sarebbero a rischio

PESCARA . «Scongiurare la captazione dell’acqua della falda del Tirino verso l’acquedotto pugliese e adottare tutte le misure necessarie per tutelare le sorgenti in questione». Il caso dell’acqua del Tirino alla Puglia finisce al centro di una risoluzione firmata dal consigliere regionale Pd Antonio Blasioli in cui si chiede al presidente Marco Marsilio e ai suoi assessori «di opporsi fermamente» e anche «di informare periodicamente il consiglio regionale e la cittadinanza sugli sviluppi della situazione». Blasioli solleva anche il caso delle ricadute economiche con le centrali idroelettriche che rischiano di restare senz’acqua: «Forse non si tiene conto della mancanza di “carburante” che verrebbe tolto alle centrali idroelettriche che oggi producono sull’asta fluviale. Si tenga conto che, se non vogliamo avvelenare i pugliesi, le captazioni dovrebbero essere fatte, perlomeno, a monte dei pozzi San Rocco, che oggi prelevano già due metri cubi al secondo e servono l’acquedotto del Giardino. Se si prelevano ulteriori 4-5 metri cubi al secondo l’apporto del Tirino all’Aterno Pescara verrebbe notevolmente ridimensionato. In queste condizioni sarebbero a serio rischio le centrali idroelettriche della Società Chimica Bussi, che non avrebbero più acqua di produzione, la centrale Enel di Bussi posta alla confluenza dei fiumi, e la centrale di Alanno».
Blasioli rivela anche che «il consiglio regionale non era stato informato» dello studio commissionato dall’Acquedotto Pugliese al Politecnico di Bari e all’ateneo d’Annunzio sulla possibilità di sfruttare la sorgente Basso Tirino: «Considerata la crisi idrica senza precedenti, che sta provocando infiniti disagi nelle province di Pescara e Chieti, causata da una dispersione che tocca punte del 60%, riteniamo quantomeno inopportuna», sottolinea il consigliere Dem, «qualsiasi ipotesi di riduzione della portata del fiume Tirino, in quanto metterebbe ulteriormente a rischio il rifornimento di acqua per il territorio. Il rischio però non riguarda solo l’acqua potabile, ma anche l’uso idroelettrico e conseguentemente il lavoro nella valle del Tirino. Sulle grandi derivazioni idroelettriche la Regione Abruzzo è oltretutto in ritardo. Occorrono una modifica alla legge e un tavolo interistituzionale come richiesto dalla Società Chimica Bussi e dalla Burgo Group». (p.l.)