Centri per disabili, parte l’appello

13 Agosto 2020

Il consigliere Pietrucci accusa l’assessore Fioretti di immobilismo

L’AQUILA. «In Abruzzo i centri diurni per disabili sono chiusi da sei mesi. È una cosa agghiacciante che fa rabbrividire e che mi indigna come abruzzese, come politico, come cittadino e come uomo». Lo afferma il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, sottolineando che il governatore Marsilio «continua a ignorare il problema» e che «l'assessore Piero Fioretti, che avrebbe la competenza in materia, non dà alcun segno di attività e se non è capace, o peggio è completamente disinteressato ad una vicenda così delicata per le persone più fragili e i loro familiari, forse è meglio che lasci l’incarico».
Pietrucci si sta interessando della questione già da giugno. Le sue attenzioni, in particolare, riguardano le associazioni di volontariato che, dall'Aquila a Sulmona e all'Alto Sangro, laddove non vi siano centri diurni accreditati, operano in regime di convenzione e che «assicurano una assistenza fondamentale alle persone disabili e alle loro famiglie». Strutture che oggi sono chiuse. Il Consiglio regionale, a fine giugno, ha approvato un suo emendamento alla legge “Cura Abruzzo 2” per «stanziare prime, parziali risorse a favore di queste strutture essenziali che stentano a riattivare i loro preziosissimi servizi a causa delle stringenti ed esose norme post Covid contenute nell’ordinanza del presidente della Giunta che prevede un protocollo complesso, elaborato e oneroso. Assicurare sicurezza e prevenzione è giusto», dice Pietrucci, «ma non si possono penalizzare quei servizi che vanno a favore dei disabili e delle loro famiglie. Questi Centri, al contrario di quelli accreditati, non hanno certezza delle risorse regionali e subiscono di fatto un trattamento sperequativo. L’emendamento è stato solo un primo piccolo passo e, come promesso dal presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri, abbiamo atteso gli adeguati contributi a fondo perduto». Il consigliere ha interessato anche il vicepresidente della Giunta, Emanuele Imprudente, ma «ad oggi non succede ancora nulla». (c.s.)