Centro antiviolenza «300 richieste di aiuto in 10 anni di attività»

7 Dicembre 2018

Francavilla, lo sportello dedicato alle donne maltrattate è aperto tre giorni a settimana e interviene con i servizi sociali

FRANCAVILLA AL MARE. Nei giorni in cui la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne raggiunge il suo picco, emergono i numeri di quella che è la situazione in città. Solo nell'ultimo anno sono stati 48 gli utenti a rivolgersi allo sportello antiviolenza del Comune, ai servizi sociali, per chiedere aiuto dopo aver subito maltrattamenti da parte del coniuge, convivente o compagno. Non tutti però riescono a raggiungerlo, tanto che solo il 25% (ovvero 12 su 48) è riuscito a mettersi materialmente in contatto con uno dei volontari, mentre il resto, seppur ricontattato telefonicamente, non risponde, segno che evidentemente denunciare una violenza fisica rappresenta ancora un tabù.
I maltrattamenti in famiglia rimangono tuttavia in cima alla lista dei problemi che segnala chi si rivolge alla struttura, spesso mischiati o derivanti da una situazione di precarietà di ogni tipo, economica, lavorativa ma anche domestica. «Le donne che si rivolgono allo sportello sociale», spiega una delle volontarie «sono spesso persone sole, che non hanno altri appigli, mancano di una rete fatta di genitori, parenti e amici e per questo diventano estremamente fragili. E in alcuni casi la violenza è talmente impetuosa che costringe la vittima a fare ricorso alle cure dei sanitari, tanto che solo nell'ultimo anno sono già tre gli utenti che si sono presentati con un referto medico».
Nelle circostanze più importanti, grazie alla collaborazione del Comune, sempre molto vicino alla tematica, si cerca di offrire alle vittime di violenze una soluzione all'interno di case rifugio, dove il soggetto viene messo in una situazione di protezione, lontano dal possibile ritorno del compagno, talvolta anche con l'ausilio dell'autorità giudiziaria quando interviene una denuncia penale. «Da quando lo sportello ha aperto, parliamo di 10 anni fa, sono state oltre 300 le persone che vi si sono rivolte per chiedere un aiuto di carattere soprattutto psicologico, ma a fare impressione è come la maggior parte di queste siano estremamente giovani, coppie poco più che trentenni, che nel momento in cui non riescono più a dialogare passano, fin troppo facilmente, alle mani», prosegue la volontaria. «Talvolta con i figli, minori, a fare da spettatori attoniti ad uno spettacolo indecente. Ma questo non è tutto perché, come emerge da chi analizza quotidianamente le situazioni di violenza e maltrattamenti, se da un lato si fa fatica a denunciare, dall'altro sembra essere ancora più facile dimenticare l'accaduto una volta passata l'onda di rabbia e dolore».
L'ultimo caso si è verificato ad inizio novembre, dove una donna messa in condizione di protezione, dopo appena cinque giorni ha ripreso i contatti con il marito violento ed è scappata da lui. Neutralizzando, in questo modo, i percorsi previsti per arrivare ad un ricongiungimento sano, per la verità molto poco seguiti. In ogni caso lo sportello continua a lavorare grazie al servizio prestato dai suoi volontari. Chiunque ne avesse bisogno può rivolgersi al numero verde 800320078 attivo lunedì e mercoledì dalle ore 9 alle 12 e il giovedì dalle ore 16 alle 19.