Centro per l’impiego: è caos tra file e disagi

9 Ottobre 2019

I disoccupati aumentano, ma orari e personale sono all’osso

PESCARA. File di disoccupati al Centro per l’impiego (Cpi) di via Passolanciano, terzo piano del palazzo della Provincia, dove oltre alle code si registrano anche disservizi come gli ascensori guasti da più di un mese, i condizionatori che non funzionano ma che sono in via di riparazione, i numeretti per il turno posizionati all’ingresso esterno, per cui chi dimentica di prenderli dall’apparecchio erogatore posto accanto al gabbiotto delle informazioni al pian terreno, deve rifarsi daccapo i tre piani a piedi. Ovvero 72 scalini e qualche rampa. Gli sportelli, dunque, sono off limits ai disabili e le mamme in cerca di lavoro devono salire e scendere le scale con pargoli in braccio e passeggini in mano.
Ogni giorno almeno 170 persone attendono per ore il proprio turno davanti agli unici 3 sportelli alla ricerca di un lavoro o per consegnare la documentazione che servirà ad ottenere lo “status” di disoccupato. Gli uffici sono aperti dalle 9 alle 11,30 (il giovedì anche dalle 15 alle 16.30), orario in cui vengono sbarrate le porte al terzo piano dello stabile della Provincia e quindi nessuno può più entrare, ma la folla in attesa dal mattino viene comunque smaltita nelle ore successive.
In questo periodo gli uffici del Cpi di Pescara (che inglobano anche quelli di Scafa e Penne) registrano un picco più alto di sovraffollamento a causa «dell’avvio», spiega Adelina Pietroleonardo, direttore del Centro per l’impiego, «delle convocazioni dei beneficiari del reddito di cittadinanza i quali, assistiti dai navigator, cominciano il percorso di ricollocazione e riqualificazione professionale previsto dal Patto per il lavoro. A ciò si aggiunge anche la chiusura dei contratti estivi a tempo determinato. Certo, occorrerebbero più sportelli». Sono 3.883 i percettori del reddito di cittadinanza in provincia, di cui 2500 solo a Pescara. Numeri che potrebbero essere smaltiti se «venissero attivate», puntualizza il direttore «le convenzioni tra Comuni, Regione e Stato centrale che prevedono i servizi sociali per chi percepisce il reddito».
Sono famiglie disagiate, persone poco scolarizzate, in maggioranza donne. I disoccupati iscritti nei Cpi abruzzesi, dati 2018, sono 38.585, di cui oltre 4500 persone con disabilità.
Ieri mattina alle 11 c’erano una quarantina di utenti in attesa. Patrizia, pescarese, è tornata due volte nel giro di una settimana per accompagnare la figlia Alessandra, 20 anni, a trovare un impiego come barista: «La scorsa volta», commenta la madre della ragazza, «sono andata via perché c’era troppo gente». La signora Tiziana deve «solo consegnare la domanda di disoccupazione e sono qui dalle 9. Sulle scale ho incontrato un disabile che ha fatto una fatica incredibile per salire le scale». Francesca negli ultimi due anni ha fatto la mamma, ma ora sente il bisogno di rimettersi in gioco: «Cerco un lavoro da impiegata, ho davanti a me 50 persone». Giuseppe Candeloro, pescarese originario di Ortona, dipendente di una ditta di caldaie fino ad una settimana fa, è fiducioso: «Non ho problemi a trovare lavoro, ho più difficoltà a fare la fila». Simone D’Onofrio, 30 anni, pasticcere, studi all’Alberghiero De Cecco sarà l’ultimo ad uscire dal Centro per l’impiego intorno alle 13: «Sono stanco della disorganizzazione burocratica e dello sfruttamento dei datori di lavoro abruzzesi. A Scanno ho lavorato anche fino a 26 ore di fila, a Parma, invece, tutto filava perfettamente. Ho deciso: via dall’Abruzzo, me ne vado in Inghilterra». Stessi disagi per Giorgia Delli Rocili, 27 anni, estetista di Montesilvano, disoccupata da un mesetto: «Troppe ore di lavoro e paga misera, andrò a lavorare in Germania».
Attualmente il personale in forze al Cpi pescarese è di una quindicina di unità (alcuni stanno per andare in pensione), contro un organico di 50 persone, tre lustri fa. L’immobile dove si trovano i servizi è di proprietà della Provincia, il personale fa capo alla Regione, mentre al Comune spetta il pagamento dell’affitto mensile della sede.
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