Centro salute mentale: in archivio la battaglia di denunce tra medici

25 Luglio 2020

Nessuna interruzione di pubblico servizio al distretto Nord nel riassetto delle prenotazioni. Caduta anche la calunnia

PESCARA. Si chiude con più di un’archiviazione, una lunga querelle (peraltro non ancora definitivamente conclusa in quanto c’è ancora un ultimo strascico da definire a ottobre) che aveva, a più riprese, coinvolto i vertici della Asl di Pescara, legata inizialmente ad una nuova organizzazione del sistema di prenotazioni delle attività ambulatoriali di Psicologia Clinica della Unità operativa complessa Csm (Centro salute mentale) Pescara Nord.
L’ATTIVAZIONE DEL CUP Tutto nasceva a seguito dell’attivazione del Cup (nel 2014), sistema di prenotazione informatizzato delle prestazioni assistenziali, che forniva specifiche indicazioni della tempistica dei servizi di competenza di ciascun sanitario.
Ma il dottor Giorgio Misticoni, dirigente di una unità semplice, nonostante queste innovazioni, viaggiava ancora con il suo vecchio sistema e l’utilizzo dell’agenda informatica personalizzata che prevedeva l’effettuazione anche di più sedute giornaliere di psicoterapia, mentre la nuova organizzazione era finalizzata a una sola seduta al giorno, così da equiparare le attività espletate da tutti i medici in servizio.
LE NUOVE DISPOSIZIONI La responsabile del Cup, quindi, Maria Assunta Ceccagnoli, emetteva una comunicazione con la quale si intimava a tutti i sanitari di adeguarsi alle nuove disposizioni volute anche dal direttore medico del Csm Pescara Nord, Marilisa Amorosi, diretta superiore di Misticoni. La polemica scoppia quando quest’ultima dispone l’aggiornamento dell’agenda di Misticoni e arrivano anche diverse denunce (compresa quella dello stesso Misticoni) da parte dei pazienti per interruzione di pubblico servizio, contro Amoroso, Mancini e Ceccagnoli. Ma il pm Andrea Papalia, che si occupò dell’inchiesta, fu deciso nel chiedere ed ottenere dal gip Nicola Colantonio l’archiviazione per questo reato che trovò anche l’opposizione degli utenti denuncianti, peraltro non legittimati a opporsi, perché nel caso in questione l’unica parte offesa è lo Stato e non il privato danneggiato.
SERVIZIO GARANTITO Ma Papalia era stato chiaro nel dire che il «provvedimento dirigenziale di natura organizzativa non ha determinato alcuna interruzione né significativo turbamento del servizio di psicologia clinica erogato dalla Asl, ma solo una diversa distribuzione e ripartizione, anche temporale, delle diverse prestazioni di psicologia clinica e psicoterapia al Csm di Pescara Nord. E’ evidente, pertanto, che a prescindere dall’effettivo raggiungimento dei perseguiti obiettivi di maggiore razionalità ed efficienza nell’organizzare le risorse a disposizione del servizio da dirigere, questioni di puro merito amministrativo e quindi di esclusiva competenza dell’autorità amministrativa, tale riorganizzazione, pur determinando inevitabilmente differenze di regolamentazione delle attività ambulatoriali, non ha determinato alcuna interruzione né alcun significativo turbamento del relativo servizio pubblico».
Ovviamente nella vicenda venne riconosciuta l’assoluta correttezza della Ceccagnoli (difesa dall’avvocato Dante Angiolelli che ha assistito anche Valterio Fortunato e Sabatino Trotta), così come quella dell’allora manager Armando Mancini. Ma comunque questa diatriba innescò una reazione a catena.
LA CATENA DI DENUNCE Amorosi denunciò a sua volta Misticoni per calunnia, la questione arrivò sulla stampa e ci furono gli interventi del direttore del dipartimento di salute mentale, Sabatino Trotta, del direttore sanitario Valterio Fortunato che si schierarono per il ripristino del vecchio sistema (così come poi avvenne) e anche loro finirono nel calderone delle denunce per calunnia che oggi il gip Giovanni De Rensis ha cancellato con una motivata archiviazione, così come sono state archiviate anche le denunce avanzate contro la stampa per diffamazione, sempre da parte della Amorosi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA