Centro sociale di piazza Grue: «220 anziani rischiano lo sfratto»

23 Novembre 2023

I locali autogestiti dal 2011 sono stati messi a bando dal Comune senza alcun vincolo di destinazione Giampietro (Pd): inaccettabile chiudere l’ultimo circolo del quartiere, serve una soluzione condivisa

PESCARA. Rischiano lo sfratto i 220 utenti del centro sociale per anziani di piazza Grue. La struttura, inaugurata nel 2011 con la formula dell’autogestione nell’ex sede della circoscrizione Portanuova, con il nuovo bando per l’assegnazione degli spazi pubblici alle associazioni rischia la chiusura. Nell’avviso pubblicato dal Comune, infatti, i locali sono stati messi a bando per una nuova assegnazione senza alcun vincolo di destinazione. Questo vuol dire che qualunque associazione, anche con interessi diversi, può partecipare e aggiudicarsi la sede.
La problematica è stata sollevata ieri mattina nella seduta della commissione Controllo e garanzia, convocata dal presidente e capogruppo del Pd Piero Giampietro, alla quale ha partecipato anche la presidente del centro anziani Silvana Di Meco. «Il centro anziani nacque, con la formula dell’autogestione, sulle ceneri dell’ex centro sociale comunale», ricorda Giampietro, «e da allora è stato attivo nei locali della ex sede della circoscrizione Portanuova in piazza Grue, cambiando location dopo l’arrivo della sede distaccata del liceo Da Vinci, con la quale il centro ha instaurato un rapporto di collaborazione e buon vicinato. Ora la doccia fredda: l’assessorato alle politiche sociali, interpellato da altri uffici in vista del bando, non ha ritenuto di dover indicare i locali fra quelli da preservare nonostante ospitino un servizio pubblico a tutti gli effetti, e dunque il settore Patrimonio li ha inseriti nel bando per la concessione degli immobili senza alcun vincolo di destinazione». Vuol dire che qualunque progetto associativo che legittimamente raggiungerà un punteggio più alto, potrà prendere il posto dell’unico centro anziani della zona.
«I lavori del piccolo centro sociale di Borgo Marino Sud sono fermi ormai da mesi», prosegue Giampietro, «e non c’è l’ombra di una nuova partenza: il rischio è davvero quello di una chiusura definitiva. Un conto è attualizzare sul piano amministrativo il rapporto fra Comune e centro anziani o anche indire un bando per la gestione, un altro conto è invece metterne completamente a rischio l’esistenza, che è inaccettabile». Ecco perché Giampietro lancia un appello alla giunta: «Nell’ambito delle opportunità consentite dalla normativa si trovi la soluzione per salvaguardare l’utenza dell’unico centro anziani presente in quel quartiere, esempio fra l’altro di una gestione efficiente senza gravare, se non per le utenze, sui conti dell’ente. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per individuare al più presto, fin dal prossimo consiglio comunale, una soluzione condivisa».