Centro storico, che degrado Muri imbrattati ovunque

De Collibus lancia un appello anche ai privati: servono controlli e telecamere
PESCARA. «Non chiamatela Pescara vecchia. Questo è stato il centro di Pescara. Oggi è un posto che sembra morto cinque giorni su sette, si anima il venerdì e il sabato sera, con i clienti dei locali». Giulio De Collibus, presidente dell’Archeoclub, non se la sente proprio di promuovere l’angolo di città racchiuso tra piazza Garibaldi e piazza Unione. E mentre passeggia nel dedalo di stradine attorno a via delle Caserme e corso Manthoné, scuote la testa di fronte a scritte e disegni variopinti che coprono moltissimi muri. Qui gli «imbrattamuri» si danno molto da fare: ci sono graffiti ovunque ed è «osceno», dice De Collibus.
«A guardarsi attorno viene un senso di repulsione», prosegue. E invoca un intervento per «cancellare tutto, coinvolgendo nella pulizia degli stabili i privati. E poi servono le telecamere», come elemento di «prevenzione» nei confronti dei writer che non conoscono limiti e si sono arrampicati fin sopra l’auditorium Petruzzi. «Serve una videosorveglianza seria e poi gli impianti vanno sottoposti a manutenzione. Questa zona va controllata, anche nel parcheggio», suggerisce sempre De Collibus.
Guardandosi attorno viene spontaneo interrogarsi sull’esistenza di un piano colore comunale. Ogni costruzione è diversa dall’altra, senza un minimo di uniformità, «e se il piano colore esiste va rispettato».
De Collibus ce l’ha anche con gli skaters che «occupano militarmente piazza Garibaldi. Eppure c’è un cartello (imbrattato pure quello) contenente una serie di divieti non ma non viene rispettato. E non c’è nessuno che lo faccia rispettare», aggiunge polemicamente. «Con gli skate la piazza si rovina (basti vedere il bordo dei gradini attorno al monumento) ma i controlli fanno ridere. Un tempo i pensionati si riunivano qui ma ora è impossibile». Non c’è «la volontà politica» di trovare un posto alternativo per questi ragazzi che «hanno il diritto di vivere il loro passatempo», dice Franco Di Sipio, commerciante storico della piazza facendo eco a De Collibus. «Certo, sono pericolosi: ho rischiato che uno di loro mi prendesse in pieno, mi ha evitato per un millimetro».
Basta spostarsi di poco verso sud per “ammirare” i resti di Santa Gerusalemme. Peccato che si veda ben poco perché sono circondati da una pozza di acqua putrida e ricoperti dalla vegetazione spontanea. L’Archeoclub aveva preso l’impegno di mantenere tutto pulito ma «abbiamo rinunciato dopo esserci scontrati con il menefreghismo dell’amministrazione». Intanto i resti di fronte alla Cattedrale pagano il prezzo del «malfunzionamento delle pompe che ripescano l’acqua». E le «centraline spuntate all’improvviso giusto a fianco ai resti» stonano parecchio con questi monumenti.
A proposito di pezzi storici da salvare De Collibus parla del «mosaico romano sulla golena fluviale», pure quello ricoperto da verde (e rifiuti). «Andrebbe recuperato ed esposto altrove. Lì non si può lasciare, per la vicinanza al fiume. Un progetto c’era ma è naufragato» così come è finita nel nulla la proposta dell’Archeoclub di posizionare la segnaletica che riguarda i musei. «A Pescara manca, c’è solo quella che riguarda il Paparella Treccia. Eppure avevo presentato un progetto che indicava anche le paline da usare, e qualcuno lo avrebbe finanziato».
Da un capo all’altro del centro storico, il presidente dell’Archeoclub boccia anche piazza Unione «dove manca il senso estetico e la rotatoria ha finito di distruggere la piazza». Lì il monumento ai patrioti del Risorgimento abruzzese «si sta rovinando, si dovrebbe intervenire». Nell’elenco delle cose che non vanno De Collibus inserisce lo scarso senso civico di chi «scambia per un gabinetto pubblico lo spazio davanti alla nostra sede, mentre la scalinata a fianco viene usata dai tossici». Facendo una sintesi, il presidente dell’Archeoclub assegna «un bel 4 al centro storico», come voto. «Quando si ha qualcosa bisogna pensare alla manutenzione», e così si dovrebbe fare anche a Pescara. Lui è pronto a «collaborare con il Comune, d’altronde è proprio questa la nostra funzione». Qualcosa si muove, dall’inizio del 2018: il Comune sta sistemando la pavimentazione, decisamente malridotta. «Nulla da ridire, ma poi va tenuta pulita».
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