Centro storico da recuperare, case a 1 euro

Penne. Rientrano nel progetto edifici pubblici e privati, ecco i criteri per la valutazione delle proposte
PENNE. L’iniziativa “Case a 1 euro nel borgo di Penne” arriva in consiglio comunale. Il 24 marzo l’assise civica sarà chiamata ad approvare le linee guida redatte già dall'ufficio tecnico comunale. L’iniziativa, voluta dall'assessore all’urbanistica Antonio Baldacchini, mira a ridare vita al centro storico attraverso il riordino e la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente. Sono tanti i palazzi antichi e le abitazioni in centro lasciati in abbandono. Rientrano nel progetto sia le case private che quelle pubbliche. Tre le tipologie che possono essere cedute al prezzo simbolico di 1 euro: i fabbricati di proprietà privata, non abitati né abitabili, in condizioni evidenti di degrado strutturale, statico, igienico-sanitario; i fabbricati di proprietà privata, non abitati ma abitabili, che, pur non in condizioni evidenti di degrado strutturale, statico, igienico-sanitario, appartengono a persone che non hanno le risorse per intervenire o comunque non sono interessati. In entrambi i casi, la volontà a cedere è legata soprattutto al peso fiscale che oggi grava sui proprietari. Nel progetto rientrano anche i fabbricati di proprietà pubblica, non abitati né abitabili, in condizioni evidenti di degrado strutturale, statico, igienico-sanitario, di cui l’Ente intende disfarsi, anche a prezzo simbolico.
«Il nostro territorio è variegato, abbiamo una periferia caratterizzata da una imprenditoria agricola che va supportata», sottolinea l’assessore. «Case a 1 euro contribuirà a rivitalizzare e rendere appetibile il centro storico fungendo da volano per incentivare i giovani a investire sul turismo, prima casa e terziario e poter invertite il trend legato al calo demografico».
I proprietari dovranno presentare una dichiarazione formale di proprietà della struttura, manifestare la volontà di cessione, disponibilità alla cessione, anche a prezzo simbolico per un periodo di almeno 3 anni, necessari al Comune per definire e perfezionare il percorso realizzativo dell’intervento. Gli acquirenti saranno valutati in base all’offerta. La graduatoria sarà stilata in base all'offerta tecnica ed economica. Quattro i criteri che saranno valutati: l'impegno alla conclusione dei lavori; la destinazione dell’immobile (Prima casa, Ricettiva, commerciale, artigianale, seconda casa); l’utilizzo di maestranze locali; sopralluogo presso l'immobile ed eventuale offerta migliorativa rispetto alla base d’asta di 1 euro.

