Centrodestra spaccato: scatta l’ora dei chiarimenti

Chieti e Avezzano al ballottaggio: lo strappo di Forza Italia un caso politico
L’Abruzzo sposta l’orologio in avanti di 15 giorni. Sarà quello il momento della conta – qualcuno parla di resa dei conti – nelle due città più importanti in cui si è votato. Chieti e Avezzano, grazie all’elezione dei sindaci, scriveranno una parola decisiva sugli equilibri politici anche a livello regionale. Per il momento l’esame delle elezioni amministrative trova in Abruzzo tutti vincitori. Del resto, come accade sempre, l’esito delle elezioni offre una chiave di lettura assai variegata.
E, come da tradizione, ogni partito canta vittoria. C’è chi lo fa in maniera più evidente, chi usa maggiore prudenza. Ma l’obiettivo finale, quello che farà pendere la bilancia da una parte o dall’altra, resta l’appuntamento con il ballottaggio del 4 e 5 ottobre. A Chieti il candidato ufficiale del centrodestra, Fabrizio Di Stefano, non sfonda e se la vedrà al secondo turno con Diego Ferrara (centrosinistra), che prevale su Bruno Di Iorio per 400 voti. E proprio Di Iorio, appoggiato dall’assessore regionale Mauro Febbo, è stata la spina nel fianco di Di Stefano e tra 15 giorni potrebbe essere l’ago della bilancia. Di apparentamenti non si parla, anzi. Di Stefano ha già dichiarato che conterà solo sulle sue liste, mentre Ferrara ha aperto a possibili alleanze con tutte le forze cittadine. Si profila una partita elettorale che sarà soprattutto politica e si giocherà, come detto, anche su altri tavoli. Ad Avezzano la situazione è analoga con l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio che accede al ballottaggio con la forza delle sue liste civiche e affronterà Tiziano Genovesi, il candidato leghista “benedetto” da Matteo Salvini. Anche in questo caso, dopo le acredini che hanno preceduto e poi attraversato la campagna elettorale tra la coalizione di centrodestra di Genovesi e quella di Forza Italia (più civiche) capitanata da Anna Maria Taccone, la domanda è: vi sono le condizioni per un accordo al secondo turno? Difficile, anche se in politica tutto può accadere. Di sicuro, nel prosieguo della campagna elettorale si preannuncia una presenza massiccia dei notabili nazionali del centrodestra, a partire dallo stesso leader della Lega e da Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia che hanno già garantito la loro presenza in Abruzzo.
Secondo il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, «nel primo turno è evidente che dinamiche locali hanno impedito che l’alleanza di centrodestra potesse presentarsi unita».
«Devo dire», spiega, «che io sono molto soddisfatto dai nostri rappresentanti locali. Ad Avezzano, Anna Maria Taccone ha ottenuto un successo notevole con una corsa in solitaria perché, a differenza di tutto il resto del centrodestra, superpresente con Marco Marsilio e Salvini in testa, Forza Italia si presentava da sola e con liste civiche tutte di nostra espressione. Ringrazio il nostro coordinatore provinciale, Gabriele De Angelis, perché abbiamo dato una dimostrazione di forza impressionante. Devo dire che la nostra richiesta di convergere sulla nostra candidata era giusta. Su Chieti, invece, non c’è il simbolo di Forza Italia ma è innegabile che Mauro Febbo, pur autosospesosi, è un punto di riferimento per noi. Il suo candidato è al 20% e ha sfiorato il ballottaggio».
«Chieti e Avezzano», precisa, «sono due realtà in cui Forza Italia non esce con le ossa rotte e non va al ballottaggio perché isolata, ma credo che gli alleati dovrebbero porsi qualche domanda rispetto al risultato».
E al ballottaggio? «Ho una naturale propensione a ricomporre il quadro sia a Chieti sia ad Avezzano», osserva il senatore Pagano, «ma è una partita che non posso giocare da solo. Noi vorremmo semplicemente essere rispettati molto di più. Io auspico un apparentamento ma i matrimoni si fanno in due, e comunque non voglio vedere approcci e atteggiamenti connotati da un forte egoismo come al primo turno. Sono lieto che abbiamo avuto eletti Fabio Altitonante a Montorio al Vomano e Donatello Di Prinzio a Guardiagrele, due comuni che strappiamo alla sinistra».
Fratelli d’Italia esprime soddisfazione attraverso Guerino Testa, capogruppo di Fdi in Regione: «È vero che con i se e con i ma non si va da nessuna parte ma se sommiamo i partiti di centrodestra a Chieti e Avezzano siamo in maggioranza netta». Poi una stiletta al Partito democratico. «Non so dove il Pd veda il contrario», dichiara Testa, «c’è stato un depauperamento del M5S che ormai ha perso tanti punti in percentuale e siamo fiduciosi sulle vittorie a Chieti e Avezzano cercando non tanto gli accordi, ma facendo capire che oggi la proposta politica del centrodestra è vincente e concreta così come lo è quella della giunta Marsilio che sta prendendo di petto tute le problematiche della regione Abruzzo». Sul ballottaggio Testa auspica che «il personalismo e i problemi al di fuori della politica restino fuori e non vadano a influenzare le naturali convergenze politiche».
Dall’altra parte della barricata, il Partito democratico guarda all’esito del voto con spirito critico nei confronti del centrodestra. «Il primo dato che emerge in maniera netta», sottolinea il segretario regionale del Pd, Michele Fina, «è che il centrodestra è sotto le aspettative. Il risultato di Chieti è clamoroso, perché dovevano vincere al primo turno e sono fermi al 38%. Ad Avezzano Genovesi si ferma al 20, l’anno scorso la Lega, da sola, era al 38%. E stavolta con Fdi è scesa al 20». Secondo Fina «l’Abruzzo segue l’onda del Mezzogiorno in cui il centrodestra segna il passo, la Lega di Salvini frena e si aggiungono le divisioni. Il Pd è presente ovunque e confermiamo tanti piccoli comuni. A Chieti nessuno lo prevedeva e andiamo al ballottaggio. Ad Avezzano abbiamo partecipato a un bellissimo progetto e ora ci riuniremo per capire cosa fare al secondo turno. Ne discuteremo con la coalizione di Mario Babbo». Abbiamo provato a contattare il coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo, ma inutilmente.
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