Cepagatti, polemica sull’impianto per la cremazione

9 Dicembre 2016

CEPAGATTI. Prosegue la battaglia della minoranza contro il project financing nei cimiteri di Cepagatti e della frazione Villanova. Con una delibera approvata dalla giunta per far fronte alla carenza...

CEPAGATTI. Prosegue la battaglia della minoranza contro il project financing nei cimiteri di Cepagatti e della frazione Villanova. Con una delibera approvata dalla giunta per far fronte alla carenza di loculi, l'amministrazione Rapattoni ha optato per la realizzazione dei lavori di nuova edilizia funeraria a spese dei privati. Il progetto prevede anche la costruzione del primo forno in Abruzzo per la cremazione delle salme.

Il gruppo di opposizione aveva chiesto l'annullamento della delibera, in quanto l'atto dell'esecutivo, che pure sancisce il divieto di aumento dei prezzi dei loculi, non stabilisce niente sulle tariffe per i servizi cimiteriali. Sulla delibera non c'è alcun riferimento nemmeno sulla gestione. La richiesta della minoranza di revoca del provvedimento è stata respinta.

Il timore è che, come accaduto in altri Comuni in seguito al project financing, le tariffe possano subire un'impennata. Secondo i conteggi del consigliere Paolo Di Domizio, titolare di un’impresa funebre e vice presidente dell'Associazione nazionale imprese funebri artigiane (Anifa), a fronte di una spesa di 260mila euro tra acquisto terreni e costruzione di 500 loculi, l'impresa che si aggiudicherà il project financing incasserà 1,6 milioni di euro. Inoltre, l'impianto di cremazione, fiore all’occhiello del progetto, sarebbe un impianto pressoché inutile, destinato a restare inutilizzato.

«Ci vogliono regalare un tempio crematorio» - spiega Di Domizio - «ma non è altro che una spesa di manutenzione e di gestione perché non congruo rispetto alle richieste di mercato. Se si considera che non vi è una normativa nazionale che disciplini il dislocamento dei forni crematori, l'investimento è del tutto insensato. Se vogliono realizzare un forno crematorio, che lo facessero a spese loro, non con i soldi dei cittadini». Di Domizio ricorda poi che «appena insediata questa maggioranza manifestai il problema della mancanza di loculi che si sarebbe verificato dopo circa tre anni. Suggerii come ottenere le risorse e individuare i luoghi per realizzare i manufatti cimiteriali, in un tempo largamente sufficiente per risolvere il problema. Purtroppo, non hanno ascoltato. Adesso, nell'emergenza, nefasti progetti dei privati già protocollati diventano presentabili e giustificabili».

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