Cesa: quattro fascistelli non mi piegano

Veto su Scaccia e Olivieri: il leader Udc rompe il silenzio accusando la Lega. E Rotondi annuncia clamorose rivelazioni
PESCARA. La rottura tra la coalizione di centrodestra e la lista Udc-Dc e Idea è diventata insanabile. Lo dimostra la dichiarazione pesantissima rilasciata ieri da Lorenzo Cesa, leader dell’Udc, al vicedirettore di Huffington Post, Alessandro De Angelis, che infatti scrive: «Cesa, al telefono, quasi urla: «Io ho una dignità, non mi faccio piegare da questi quattro fascistelli che stanno nella Lega». Una frase che il presidente del partito che ha candidato sia Marianna Scoccia, sindaco di Prezza e moglie di Andrea Gerosolimo, sia Mario Olivieri, non ha smentito. E che Gianfranco Rotondi ha ritwittato facendola propria non nella forma ma nella sostanza. Il veto della Lega, ufficializzato dal candidato presidente Marco Marsilio, sui due candidati da loro ritenuti collegati direttamente e indirettamente al centrosinistra, ha quindi spaccato definitivamente l’alleanza. Ed ha portato anche Rotondi, leader Dc che sabato sarà a Pescara insieme a Cesa, a dichiarare al Centro che gli ex alleati «sono ridotti come i comunisti che dissero: non compriamo niente alla Standa per boicottare Berlusconi. Sono cose che non hanno senso. Io parlerò sabato in conferenza stampa», annuncia Rotondi, «e svelerò degli inediti che sposteranno la campagna elettorale tutta sulla Dc. Tecnicamente la lista si chiama Democrazia Cristiana perché il primo nome è il nostro, e non c'è modo di separare i destini di un voto dato alla Dc da Marsilio. Che lui ne voglia tenerne conto oppure no. Ma sabato vi svelerò delle cose di cui parlerà tutta la stampa nazionale e sull'Abruzzo accenderemo i riflettori», ribadisce Rotondi che poi esprime due giudizi: «Io non conosco la signora Scoccia che è oggetto della polemica, ma le sue dichiarazioni mi convincono che è un'ottima candidata. Semmai prima avessimo avuto delle perplessità dopo tutto ciò che è accaduto sono più che convinto che debba restare in lista». E poi passa alla Lega: «Verso Bellachioma non uso espressioni offensive, perché devo dire che personalmente lo stimo. Anzi tra i molti leghisti che conosco Bellachioma è uno dei più intelligenti e dei più aperti. Magari in questa occasione ha fatto delle affermazioni che gli venivano chieste. Ma questo lo svelerò sabato». Facendo quindi intendere di conoscere retroscena esplosivi. Rotondi conclude con un’elegante stilettata: «Tutto sommato», dice, «Bellachioma e gli altri della colazione ci hanno fatto un piacere. Noi avevamo confermato l’alleanza solo per rispetto degli elettori abruzzesi. Altrove, per esempio in Campania, un accorda del genere non ci sarebbe mai stato e non ci sarà. Mettendoci alla porta ci risolvono un problema: quello di spiegare ai nostri elettori un’alleanza che non ci appartiene».

