Cessione dell’Iper, la Cisl: «Salvi i posti di lavoro»

25 Agosto 2018

La riduzione dell’orario di lavoro come condizione per evitare licenziamenti Ma la Cgil non ci sta: «La cessione a Conad toglie certezze, serve un confronto»

CITTÀ SANT’ANGELO. «È stato l’accordo più importante raggiunto nel settore della grande distribuzione». Davide Frigelli (Fisascat Cisl)definisce così l’intesa sancita a luglio circa il futuro dei dipendenti dell’Iper di Città Sant’Angelo, una firma che a detta sua mette tutti al riparo da brutte sorprese, specie nell’ottica di una cessione dell’azienda: «Il futuro dei 230 dipendenti è salvo e questa è la cosa che più conta. Se da un lato è stata chiesta ai lavoratori una piccola riduzione dell’orario di lavoro e del relativo stipendio, dall’altro è stata garantita la continuità».
Poi spiega: «Il nuovo accordo è stato necessario in quanto era in scadenza il piano di solidarietà della durata di sei anni. Una misura che ci ha consentito di ridurre il numero degli esuberi da 61 a 32. Inoltre, a quelle persone che hanno scelto di uscire dall’azienda è stato garantito un sussidio di 25.000 euro, secondo solamente ai 30.000 riconosciuti da Auchan ai suoi dipendenti». Quindi arriva a toccare la possibile cessione dell’Iper al marchio Conad, altro argomento di preoccupazione per i lavoratori del supermercato: «Da quello che sappiamo i due gruppi confermano il reciproco interesse, anche se allo stato attuale non c’è nulla di definitivo. L’Antitrust per il momento non si è espressa e non è detto che lo farà, lasciando spazio alla libera contrattazione. Se dovesse esserci la cessione passerà per il fitto del ramo d’azienda, questo significa che ci sarà la presenza di entrambi i marchi. E comunque, tutto questo, se avverrà non sarà prima di inizio 2019».
Meno entusiasmo arriva da Alessandra Di Simone (Filcams Cgil) che con Lucio Cipollini non ha firmato l’accordo: «I lavoratori hanno accettato un’importante riduzione di ore e poi sono venuti a conoscenza della trattativa per la vendita a Conad. Così non va bene. I part-time sono tra i più penalizzati, con una diminuzione di stipendio da 200 a 300 euro. Il marchio Iper dava delle certezze a persone che hanno famiglia da portare avanti e mutui da pagare. Conad invece non gestisce direttamente i punti vendita, dandoli in gestione a singoli titolari. E a Lanciano ha già avviato la procedura per 40 esuberi. Le condizioni che i dipendenti Iper hanno accettato sono a tempo indeterminato, mentre noi le chiedevamo al massimo per 3 anni. Quindi, in caso di passaggio di Iper a Conad, se le porteranno dietro». E conclude: «Siamo in attesa di un tavolo alla Regione».
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