Cgil, nelle aziende sanitarie mancano 2.378 lavoratori

L’AQUILA . Sono 2.378 le unità di personale sanitario che mancano all’appello negli ospedali abruzzesi. A registrare la carenza più grave (a 830 lavoratori, che in percentuale rappresenta il 20,48%...
L’AQUILA . Sono 2.378 le unità di personale sanitario che mancano all’appello negli ospedali abruzzesi. A registrare la carenza più grave (a 830 lavoratori, che in percentuale rappresenta il 20,48% della dotazione organica), è la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, quella più estesa (5.047 chilometri quadrati), e con soli 20mila abitanti rispetto al bacino coperto dalla Asl di Pescara (che si estende per 1.230 chilometri). Il dato emerge dall’audizione in V commissione (sanità) alla quale hanno partecipato ieri i rappresentanti sindacali della Cgil (Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone e Anna Rita Gabriele), «per coinvolgere i consiglieri regionali sulle problematiche relative alla sanità» . Innanzitutto è stata posta l’attenzione sulla cronica carenza di personale attraverso l’analisi dei dati relativi ai conti annuali 2017/2018 delle quattro Asl abruzzesi. Dopo quella dell’Aquila, la carenza di personale più grave riguarda la Asl Lanciano-Chieti- Vasto, dove o si riscontra una carenza di personale pari a 776 lavoratori, che in percentuale rappresenta il 14,58% della dotazione organica; seguono la Asl di Teramo ( 430 lavoratori in meno rispetto alla pianta organica, il 12,12%), e quella di Pescara, dove al lavoro ci sono 352 addetti in meno rispetto a quelli che servirebbero (il 10,23% della dotazione organica). «Il dato», scrivono i tre sindacalisti, «evidenzia una carenza complessiva di personale della sanità pubblica regionale di 2.378 unità lavorative di ruolo che rappresenta il 14,59% delle dotazioni organiche le quali non sono comunque sufficienti per la garanzia dei servizi nel rispetto della vigente normativa in tema di riposi obbligatori. Carenza parzialmente superata con la contrattualizzazione di lavoratori precari, infatti risultano in servizio 407 unità lavorative con lavoro in somministrazione e 586 lavoratori a contratto a tempo determinato».
I rappresentanti sindacali hanno evidenziato criticità in tutti i presidi ospedalieri della provincia dell’Aquila: al pronto soccorso del capoluogo sono in servizio 5 medici (ne servirebbero 12); a Sulmona,«è interrotto il servizio, presso la neurologia, per l’accertamento delle morti celebrali a causa del mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato», evidenziando il rischio che servizi come l’oncologia e la neurologia , possano “chiudere” per ferie. «Ad Avezzano si continua ad evidenziare una criticità sull’Obi e sul 118 a causa della carenza di personale il che comporta condizioni di lavoro inadeguate e massacranti con conseguente proliferarsi di infortuni sul lavoro e malattie professionali. A Castel di Sangro, proprio in questi giorni è stato comunicato che a causa della carenza di personale medico, la radiologia assicurerà il servizio nel solo turno 8-14». A tutto questo, e alle uscite con quota 100, va sommato che «quasi il 44% dei lavoratori ha un’età compresa tra i 55 ed i 67 anni, e che quasi il 19% degli stessi ha un’età compresa tra i 60 ed i 64 anni di età». (c.s.)

