«Che cos’è la sedia 14?» Il test spiazza gli studenti

Università, preselezione per accedere a uno degli 80 posti del corso di design Iscritti in 243, si sono presentati in 199. «Ma non ci aspettavamo domande così»
PESCARA . Alcuni di loro sono partiti il giorno prima, altri ieri mattina prima dell’alba, per essere puntuali all’appuntamento che potrebbe cambiare la vita. Dei 243 ragazzi che si erano prenotati da tutta Italia, ieri sono stati 199 quelli che hanno sostenuto il test per l’immatricolazione al corso di laurea in design, una delle proposte formative della facoltà di architettura dell’ateneo d’Annunzio.
Soltanto 80 i posti a disposizione, per un amore e un sogno comune da inseguire, sul quale costruire il proprio futuro: il design. La sfida si consuma tutta su 40 domande e un’ora di tempo per rispondere. Un punto per ogni risposta esatta, zero punti per ogni risposta non data, 0,25 punti in meno per ogni risposta sbagliata. Certo, alcune delle domande i ragazzi proprio non se le aspettavano. Come quelle sulla “sedia 14”, un’icona del design “popolare”, progettata nel 1859 da Michael Thonet e prodotta dall’omonima azienda. Oppure, quelle sul cinema italiano d’autore degli anni che furono.
Domande tutto sommato abbordabili per Matteo La Verghetta, di Vasto, diplomato dell’Istituto tecnico industriale, settore elettronica, con la passione del disegno industriale e una specializzazione in Cad (Computer Aided Drafting, il disegno tecnico assistito dall'elaboratore). «La domanda più difficile», ha detto, «è stata quella sul ragionamento logico. Vedremo». Per Victoria Soloviova, ucraina, e Diana Otea, romena, entrambe residenti a Pescara e provenienti dal liceo artistico, «le domande più difficili erano quelle di cultura generale», all’interno delle quali, a detta delle ragazze, ne sono state inserite alcune riguardanti musica un po’ datata. «Non ascolto musica vecchia», ha detto Victoria, «e se non passerò il test, tornerò in Ucraina a studiare design».
Valentina Cintola, proveniente da Zapponeta, in provincia di Foggia, ha frequentato il liceo scientifico, e anche per lei il disegno è una passione. «Le domande? Più che altro inaspettate, ho la sensazione che tutto quello che ho studiato non sia servito a niente. Ce n’era persino una sulla Disney». È abruzzese, di Pettorano sul Gizio, Fernando Del Monaco, che ama il disegno tecnico e ha studiato meccanica alle industriali. «Non saprei dire come è andata», afferma, «la difficoltà era medio-alta. C’erano domande sul design contemporaneo, e alcuni prodotti dei designer più famosi».
Viene da Bari Lovelia Pia Cornacchia, geometra con la passione per il design industriale, che dimostra molto meno dei suoi 19 anni. «Il mio obiettivo», spiega, «è quello di diventare interior designer. Le domande? Alcune facili, altre difficili, ma nell’insieme il test era fattibile».
Ieri pomeriggio la correzione pubblica degli elaborati, alla quale era possibile assistere, e poi la formazione degli 980 ragazzi che potranno frequentare ilo corso di laurea triennale in design.
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