«Che emozione cantare nella mia terra»

Gianluca Ginoble è di Roseto: «Non penso più all’opera, il mio modello è Sinatra»
PESCARA. «Il mio gusto musicale è più vicino allo stile americano, perciò mi sto allontanando dall'opera, il mio modello è Frank Sinatra». Il baritono Gianluca Ginoble, abruzzese di Montepagano di Roseto, ha 19 anni, è fresco di maturità classica e pensa a studiare bene le lingue: «L'inglese prima di tutto, se non lo conosci non puoi andare da nessuna parte, io parlo anche lo spagnolo», sostiene il giovane cantante. «Se continuerò gli studi? Come potrei? Sono sempre in giro per il mondo, per ora è così».
Gianluca si dice molto legato alle sue origini abruzzesi e ricorda le cantate insieme al nonno in piazza, da bambino a Montepagano.«Per me è una grande emozione cantare in Abruzzo, non vedo l'ora, questo concerto a Pescara l'ho voluto fortemente. Al teatro antico di Taormina sono stati in novemila ad applaudirci per due serate consecutive. Ora mi aspetto molto dall'Abruzzo, magari si potrebbe replicare la data, com'è stato in Sicilia...». «Ieri sera», racconta ridendo ai microfoni «ho portato Piero e Ignazio (Piero Barone e Ignazio Boschetto, i tenori del Volo, ndc) a mangiare gli arrosticini a Montepagano. Da solo Ignazio ne ha mangiati 60! Dice che qui la carne di pecora è più buona che da lui, in Sicilia».
Da giramondo quale sta diventando Gianluca racconta: «La prossima settimana siamo in partenza per il Messico, sappiamo già di trovare le ragazzine in visibilio, vanno pazze per noi, in Sud America c'è una cultura completamente diversa, è impressionante! Poi saremo di ritorno per registrare il nuovo album a Londra con l'artista più importante del mondo, di cui non faccio il nome... Quindi torneremo per il mini tour italiano: Pescara, Napoli, Marostica. Speriamo si aggiungano altre date. È che gli italiani non ci conoscono realmente, sono rimasti ai "tre tenori della Clerici". Ma non è più così, siamo cresciuti fisicamente e artisticamente, Il Volo non canta l'opera, come si dice comunemente. Non cerchiamo di emulare nessuno, sono tutte leggende, dicerìe. Siamo tre voci diverse e abbiamo gusti musicali differenti, ma quando cantiamo insieme si crea qualcosa di unico. Una buona cosa».
«Tutti e tre noi del Volo diciamo grazie ai nostri genitori», aggiunge Gianluca «che ogni mattina, con una chiamata al telefono, dovunque noi ci troviamo, ci ricordano di tenere i piedi per terra. Ogni giorno è una sfida con se stessi e non bisogna fidarsi di chi ti fa sempre e solo complimenti». (j.f.)
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