Chef e gelatieri all’open day di ReD Uliassi: la cucina richiede maturità

SAN VITO CHIETINO. Ci sarà anche Mauro Uliassi con la sua giovane brigata di cucina, a raccontare del suo progetto di portare il cibo di qualità per strada. Il bistellato di Senigallia (Molo di...
SAN VITO CHIETINO. Ci sarà anche Mauro Uliassi con la sua giovane brigata di cucina, a raccontare del suo progetto di portare il cibo di qualità per strada. Il bistellato di Senigallia (Molo di levante), sarà in buona compagnia lunedì a San Vito Chietino all'Open Day della Red Academy. Alla presentazione dei nuovi programmi didattici e docenti dell'accademia e scuola di cucina diretta da Gianfranco Nocilla interverranno inoltre Nicola Fossaceca e Davide Pezzuto (1 stella Michelin), maestri pasticceri e gelatieri abruzzesi come Emmanuele Forcone, Francesco Palmieri e Francesco Giordano, il maestro della pizza Nicola Zulli.
Con loro dimostrazioni di cucina e degustazioni accompagnate dai vini abruzzesi del Movimento Turismo del Vino Abruzzo. Porte aperte a tutti dalle 11 alle 18, nella nuovissima scuola-laboratorio di Red (a 400 metri dall'uscita A14 di Lanciano, località Quercia dei Corvi). Saranno presentati i corsi professionali per chef, aiuto chef, pasticcere, gelatiere, pizzaiolo e barman, i master per pasticceri e chef professionisti, i corsi per appassionati all’interno di ReD Scuola di Cucina, organizzati in lezioni singole o in percorsi tenuti da chef e docenti professionisti. «ReD mira a diventare una struttura primaria e unica di formazione e diffusione della cultura dell'arte alimentare nel Centro-Sud Italia», annuncia Nocilla, «la qualità e l'innovazione che passano per le cucine high-tech di ReD si traducono anche in una strategia di internazionalizzazione con all'avvio di rapporti con Canada, India e Giappone» . Ricerca e innovazione che, secondo Uliassi, non possono prescindere da passione per la gastronomia, e dalla consapevolezza di ciò che si va ad affrontare. Queste le caratteristiche fondamentali richieste a quanti si accostano all'arte della cucina, soprattutto i giovani. «Una volta si insegnava a cucinare a 14 anni. Un atteggiamento completamente sbagliato», sostiene lo chef, « a quell'età si è troppo giovani, bisogna prima studiare, maturare una consapevolezza, perché in cucina l'apprendimento è molto fisico. Un percorso che deve cominciare dopo la maturità, quando si ha l'approccio mentale giusto e si può decidere di fare questo mestiere sapendo che si ha davanti un periodo di formazione lungo, complicato e duro. Un buon maestro ha come primo compito quello di individuare chi va a formare, poi quello di suscitare passione ed entusiasmo».
Jolanda Ferrara
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