Chi salva i lavori dopo lo stop

22 Febbraio 2023

Il vademecum del Caf Cia che rassicura una fetta di famiglie e imprese

L'AQUILA . «Non tutti saranno coinvolti nelle novità sul Superbonus introdotte del recente Decreto». A spiegarlo è il Caf Cia che porta alcuni esempi. «Chi ha già in corso i lavori che rientrano nelle diverse misure di intervento edilizio beneficiarie delle agevolazioni fiscali e dei meccanismi di cessione o sconto in fattura, non ha nulla da temere», si legge nella nota del Caf-Cia, «dal 17 febbraio scorso non sono più consentiti sconto in fattura e cessione del credito per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficientamento energetico degli edifici, adozione di misure antisismiche, recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, installazione di impianti fotovoltaici e di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, superamento ed eliminazione di barriere architettoniche. Potranno continuare ad usufruirne, invece, gli interventi diversi da quelli effettuati dai condomìni per i quali è stata presentata la Cilas, la comunicazione di inizio lavori asseverata e gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici, per i quali risulti presentata l'istanza per l'acquisizione del titolo abilitativo».
Le altre disposizioni del decreto, composto di soli tre articoli, «riguardano l’impossibilità per gli enti locali di acquistare i crediti edilizi e l’assai importante discarico di responsabilità dell’acquirente i crediti in commento o dell’impresa che ha applicato lo sconto in fattura, nell’ipotesi in cui si sia atteggiata in buona fede e che sia in possesso di documentazione specificatamente prevista nel decreto stesso: titoli edilizi, notifica alla Asl, prove foto e video dell’esecuzione dei lavori, visure catastali, visto di conformità, asseverazioni», spiega il presidente del Caf Cia, Nicola Antonio Sichetti. (m.p.)