Chi è in regime forfettario avrà diritto ai mille euro

9 Settembre 2020

L’AQUILA. Il bonus da mille euro, per professionisti e partite Iva, è esteso anche a quanti operano in regime forfettario. A chiarirlo è l’Agenzia delle entrate, che è intervenuta, in riferimento...

L’AQUILA. Il bonus da mille euro, per professionisti e partite Iva, è esteso anche a quanti operano in regime forfettario. A chiarirlo è l’Agenzia delle entrate, che è intervenuta, in riferimento alle indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza Covid-19, previste nel decreto Rilancio, fornendo indicazioni precise in merito ai soggetti in regime forfetario.
Secondo l’interpretazione data dall’Agenzia, «la misurazione dello scostamento del reddito e l’attribuzione della nuova indennità di mille euro per il mese di maggio 2020 prescindono dal regime contabile adottato dal professionista». Interpretazione non pienamente condivisa dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro «poiché non considera, in modo sistematico, la relazione tra la disposizione del Governo e la disciplina speciale del regime forfetario».
«Il regime forfetario costituisce un regime speciale di determinazione del reddito», fa notare la Fondazione studi consulenti del lavoro, «per aver diritto all’indennizzo, i professionisti interessati devono aver subìto una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito, nel secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. Se nel periodo d’imposta 2019 il contribuente adottava un regime ordinario, passando nel 2020 ad un regime forfetario, potrebbe delinearsi la necessità di uniformare la metodologia di determinazione del reddito rispetto al regime di provenienza, obbligando così il contribuente forfetario a rideterminare, in modo analitico, un reddito già correttamente calcolato in base ad una normativa speciale».
La rideterminazione dei costi effettivamente sostenuti nei bimestri monitorati può, a detta del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, creare gravi disagi, sia ai contribuenti ordinari che in regime forfettario. In particolare, «si possono avere difficoltà nel rintracciare i pagamenti effettuati nei bimestri monitorati, ma relativi a fatture ricevute precedentemente».
Un altro aspetto critico «riguarda la corretta imputazione di alcune tipologie di spese sostenute la cui deducibilità dal reddito è condizionata da parametri e limitazioni calcolabili solamente su base annuale. Come, ad esempio, le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, deducibili nella misura del 75%, le spese di rappresentanza e quelle di iscrizioni a convegni e congressi. Ulteriore elemento da tenere in considerazione riguarda l’Iva sugli acquisti», conclude l’Ordine dei consulenti del lavoro, «il forfetario che deve rideterminare il reddito in modo analitico dovrebbe considerare l’imposta sul valore aggiunto un costo, non avendo diritto alla detrazione». (m.p.)