Chiavaroli: «È voto nazionale». Di Primio: «Ma c’è troppa confusione nel partito»
«Al referendum non si può dare, oltre alla valenza nazionale, anche quella sui venti governi regionali, mi sembra un’esagerazione». Federica Chiavaroli (nella foto), sottosegretario alla Giustizia e...
«Al referendum non si può dare, oltre alla valenza nazionale, anche quella sui venti governi regionali, mi sembra un’esagerazione». Federica Chiavaroli (nella foto), sottosegretario alla Giustizia e coordinatrice regionale di Ncd, prova a ridimensionare l’effetto domino del voto referendario in periferia, ipotizzato dai fautori del No. «In Regione Abruzzo questa cosa non avrà conseguenze. E noi, anche se abbiamo fatto campagna per il Sì, resteremo all’opposizione di D’Alfonso». Anche se da mesi si rincorrono voci di un’entrata del consigliere Ncd Giorgio D’Ignazio nell’esecutivo. «Pensano di tirarci per la giacca ma noi restiamo lì», dice Chiavaroli, «D’Ignazio non si è mosso». Quanto alla posizione nazionale, Chiavaroli precisa che «presto faremo una direzione del partito per fare un’analisi del voto. Lì capiremo che cosa fare. Ora la prima emergenza è di approvare la legge di bilancio».
Intanto Umberto Di Primio, sindaco di Chieti e componente dell’Ncd, chiede chiarezza sulla posizione del partito. «Avendo io assunto una netta ed evidente
posizione in favore del No, contrariamente a quanto fatto da
Ncd, chiedo la convocazione urgente del coordinamento regionale di Ncd per dissipare, una volta e per sempre, le incertezze e la confusione circa la collocazione e le strategie di Ncd/Area Popolare. Il mio percorso politico, come è sempre stato, non può che collocarsi nell'alveo del centrodestra. Dopo la riunione della direzione nazionale del partito, deciderò se il mio futuro e quello di Ncd potrà continuare ad essere comune», conclude il sindaco di Chieti.

