«Chiediamo: non dimenticateci»

27 Agosto 2016

Il vescovo di Ascoli, Giovanni D’Ercole: «Serietà nella ricostruzione delle case»

DALL’INVIATA AD ASCOLI PICENO. È stato uno dei primi ad arrivare nei centri colpiti dal sisma, uno dei primi a vedere i morti e consolare i feriti. Oggi monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, presiederà la celebrazione dei funerali solenni, e chiederà ai massimi rappresentanti dello Stato di non dimenticare le vittime.

Lei è da tre giorni accanto ai familiari che oggi dovranno dire addio ai propri cari. Cosa ha detto loro in queste ore?

«Io penso che in questi casi le parole non solo non servono, ma non è bene nemmeno dirle. Sono momenti strazianti. Chi come me ha assistito all’estrazione dei cadaveri si rende conto di due cose: dell’attesa fiduciosa dei parenti, e della delusione che esplode nelle lacrime. Allora l’unica cosa è abbracciarli. Noi abbiamo bisogno del contatto fisico che ti aiuti a sopportare un dolore straziante».

Quale è stato il momento più difficile in questi giorni?

«Il primo è stato quando sono arrivato alle quattro e mezzo a Pescara del Tronto: era ancora buio, non c’era ancora nessuno e ho visto la gente che forsennata gridava e scappava, chi insanguinato, chi nudo, e sentivo venire dalle macerie urla: “aiuto, aiuto”. E mentre ero lì, un uomo si è tuffato letteralmente al mio collo e singhiozzava, singhiozzava e non riusciva più a staccarsi.

Questa è la scena che non potrò mai dimenticare. La seconda scena che mi ha fortemente impressionata l’ho vista poco dopo, quando inoltrandomi tra la polvere e tra i crolli che continuavano ho visto uscire dalle macerie una testa, ed era la testa del primo ragazzo che abbiamo raccolto, era la testa di Tommaso Reitano, che aveva 14 anni. L’ho girato per vedere e vicino c’era la sua amichetta, erano morti tutti e due. Schiacciati dalla casa che gli è caduta addosso»

Alle esequie saranno presenti le massime autorità dello Stato. Che cosa chiederà per le vittime del terremoto?

«Quello che chiedo è che si resti il meno possibile nelle tende e perché questo avvenga faccio appello a tutti perché aprano le loro case, accolgano, perché ci sono possibilità. Grazie a Dio la zona colpita che non è solo quella che i media hanno fatto conoscere.

Però ci sono altri paesi senza vittime ma con danni a edifici, ed è importante che anche queste zone siano ricostruite. Il governo deve comprende com’è necessario essere molto seri nella costruzione delle case. Noi tutti cittadini dobbiamo renderci conto che non è più possibile scherzare con la natura».

Ha detto: chiederò solidarietà e disponibilità all’accOglienza ai comuni vicini.

«Sì. È indispensabile che non siano sradicati dalle loro terre. E un altro fatto che in questo momento non viene sufficientemente sottolineato, è che tutti i paesi hanno perso le loro chiese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA