Chiesa gremita per l’addio a Giammarino

17 Settembre 2015

Lacrime e parole di affetto per l’anziano. L’appello del parroco a perdono, tolleranza e solidarietà

PENNE. Il suo ultimo viaggio Gabriele Giammarino, “lu marescialle”, come lo chiamavano a Penne, non lo ha compiuto da solo. Chiesa gremita, ieri mattina, per i funerali dell’ottantenne ex maresciallo dell’Aeronautica, assassinato domenica nella sua abitazione in via Bernardo Castiglione. Un delitto efferato che ha sconvolto tutti e sul quale dovranno fare piena luce le indagini dei carabinieri, ancora in corso.

Un uomo solo. Lo hanno descritto così in tanti dopo la sua tragica scomparsa, eppure ieri mattina, nella chiesa della Santissima Annunziata, la comunità pennese, alla presenza del sindaco Rocco D’Alfonso e del comandante della compagnia dei carabinieri di Penne, Alessandro Albano, ha voluto rendergli l’estremo saluto in un silenzio quasi assordante. Nella folla che si è radunata in attesa del feretro piangevano in tanti: probabilmente alcuni non erano neppure parenti diretti dell’ottantenne, ma persone sinceramente affezionate all’anziano che, nella sua placida esistenza solitaria di militare in pensione, è andato incontro al suo crudele destino una domenica mattina di settembre.

La costernazione per il delitto, ancora palpabile sul volto dei presenti, ieri era accompagnata da sommessi commenti sullo stile di vita sobrio e discreto di Giammarino, sulla sua natura di uomo tendenzialmente taciturno che «non dava fastidio a nessuno». Anche se, passeggiando per il viale San Francesco, tutti lo notavano quando si lasciava andare a qualche commento intransigente su qualcosa che proprio non andava giù, almeno secondo la sua visione delle cose. Si svolgeva così la sua quotidiana esistenza, tra sane e pacifiche abitudini, come un qualunque pensionato.

Nell'omelia il parroco, Don Celestino, accennando appena alle circostanze violente nelle quali è avvenuta la morte di Giammarino, ha sottolineato la necessità di tornare a sentimenti di perdono, di tolleranza e solidarietà fraterna, con l’invito a superare questo momento, che sta mettendo a dura prova tutta la comunità.

Parlando della vittima, qualcuno, al termine della cerimonia, ha esclamato in lacrime: «Eppure ha fatto tanto bene alla gente…». E chi ha conosciuto “lu marescialle”, a Penne, di certo lo ricorderà così. Come un uomo buono.

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