Chiesa in via Giovi, caso infinito
Oggi la commissione urbanistica discute del nuovo luogo di culto a Villa Carmine
MONTESILVANO. Il complesso e spinoso iter di realizzazione della nuova chiesa di Villa Carmine torna sui banchi della Commissione urbanistica. E’ in programma questa mattina una nuova discussione sull’edificio religioso che dovrebbe sostituire l’attuale Chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo, ormai troppo piccola per contenere i fedeli di un quartiere che negli ultimi decenni è cresciuto a dismisura. L’opera, che i residenti attendono ormai da oltre 12 anni, da quando nel 2005 l’amministrazione comunale mise a disposizione un terreno in via Giovi per la sua edificazione, è tuttavia ferma al palo. All’origine dei ritardi un problema di spazi, dal momento che l’area a pochi passi dall’attuale luogo di culto appare troppo piccolo per realizzare un nuovo edificio in grado di accogliere anche i locali pastorali. Da qui, la decisione dell’Ente di destinare alla chiesa un nuovo terreno in via Verdi, anche se il trasferimento ha visto la contrarietà di molti residenti dal momento che il luogo di culto sarebbe realizzato dal versante opposto di via Vestina. Per trovare un compromesso, da tempo si ipotizza di realizzare la chiesa in via Verdi e i locali pastorali in via Giovi, eppure anche questa soluzione non sembra soddisfare appieno né i residenti né il Consiglio comunale, che ha bocciato più volte la proposta. A opporsi con decisione a questa ipotesi è in particolare il consigliere Gabriele Di Stefano che ora, alla vigilia della nuova discussione della delibera che prevede proprio questa soluzione, torna a chiedere ai suoi colleghi un passo indietro. La credenza popolare vuole che nel 1468 in via Giovi apparve la Madonna ed è proprio qui che Di Stefano chiede di lasciare la chiesa, eventualmente realizzando i servizi pastorali in via Verdi. «Oggi non riconoscere ideali quei luoghi per la realizzazione della nuova chiesa», sottolinea, «sarebbe una grandissima mortificazione verso tutti i fedeli di Villa Carmine e i residenti delle zone limitrofe che riconoscono in quel luogo un senso di sacralità. Se si realizzasse la nuova chiesa in via Verdi, la storica chiesa si trasformerebbe in una reliquia abbandonata».
Il consigliere ricorda poi che dopo l’approvazione di una sua mozione, il lotto di via Giovi è stato ulteriormente ampliato. «E allora perché oggi si insiste ancora, dopo che per ben cinque volte si è manifestata la volontà di realizzare la Chiesa in via Giovi?».
Antonella Luccitti
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