Chiesto il processo per De Fanis e la sua ex segretaria

Tangenti e cultura: la procura firma il rinvio a giudizio per l’ex assessore regionale, la Zingariello e altri cinque
PESCARA. L’impianto accusatorio dell’inchiesta per presunte tangenti nella cultura resta inalterato e il pm Giuseppe Bellelli ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, per la sua ex segretaria Lucia Zingariello e altre cinque persone tra cui piccoli imprenditori “compiacenti” che avrebbero ceduto alle richieste di soldi dell’ex assessore per organizzare spettacoli. Era nata così, infatti, la prima inchiesta che aveva abbinato presunte tangenti non ad appalti pubblici ma alla cultura e sbocciata in seguito alla denuncia alla Forestale dell’imprenditore dello spettacolo Andrea Mascitti.
Accanto a De Fanis e alla sua ex segretaria Zingariello, 36 anni di Guardiagrele, il processo è stato chiesto anche perRocco Masci, 47 anni, originario di Ripa Teatina, residente a Cepagatti, e presidente dell’associazione Ars Associazione Culturale Musicale, per l’imprenditore Antonio Di Domenica, 42 anni originario di Atessa, per il rappresentante legale dell'associazione Abruzzo Antico Ermanno Falone, residente a Vasto e responsabile dell'Agenzia per la Promozione Culturale della Regione e per Rosa Giammarco, residente a Pettorano sul Gizio. E’ stata stralciata, invece, la posizione dell’imprenditore pescarese Diego Paolini, 35 anni, che ha chiesto l’applicazione dell'istituto della messa alla prova, cioè la sospensione del procedimento e l’affidamento ai servizi sociali. Il pm ha dato parere favorevole alla richiesta che dovrà essere accolta dal gip.
Perno dell’inchiesta della procura che ha coordinato le indagini del Corpo Forestale, resta l’ex assessore regionale la cui posizione, con la chiusura dell’inchiesta a fine dicembre, si era aggravata non solo per le presunte somme contestate ma anche per i reati come quello dell’induzione indebita a dare o promettere utilità, il quarto comma della corruzione.
«Mi ha chiesto tangenti per lavorare», aveva raccontato inizialmente l’imprenditore Mascitti agli investigatori mentre in seguito l’inchiesta si è arricchita di altri episodi: una presunta tangente da mille euro che Masci sarebbe stato «indotto» a pagare a De Fanis al casello autostradale di Pescara-ovest per organizzare un evento musicale al salone del libro di Torino oppure un’altra presunta tangente da 4 mila euro che Paolini – la cui posizione è stata stralciata – sarebbe stato «indotto» a pagare all’ex assessore per il progetto Omaggio a D’Annunzio. Il nome di De Fanis è legato a quello della sua ex segretaria con cui condivide i reati di concussione, abuso, truffa, peculato e corruzione. Tra gli ultimi episodi contestati c’è ad esempio quello che tira in ballo il nome dell’imprenditore Di Domenica perché, ricostruisce la procura, la coppia De Fanis e Zingariello sarebbe stata la destinataria di un giro di assegni sospetti perché, sempre secondo il pm, i due avrebbero «ricevuto indebitamente 9 mila euro Di Domenica».
Il pilastro dell’inchiesta era invece quello che chiamava in causa l’imprenditore Mascitti e che riporta al 10 settembre 2013, in piazza Unione, vicino al palazzo del consiglio regionale quando l’allora assessore e Mascitti si incontrano. Solo che l’imprenditore dello spettacolo, munito di registratore, aveva avvertito la Forestale che quello sarebbe stato il giorno della richiesta della presunta tangente. Così, nella piazza, gli uomini della Forestale riprendono l’incontro e l’appuntamento chiave che, qualche mese dopo, farà scattare gli arresti per l’allora assessore. A De Fanis e Zingariello viene contestato anche il peculato, ovvero l’uso della macchina della Regione per due viaggi privati, uno a Roma e un altro a Bologna. Il nome dell’ex assessore è inoltre legato a una bottiglia di champagne che sarebbe stata pagata con la carta di credito della Regione in un caffè di Torino e, «in accordo con Zingariello», ad altre cento bottiglie di vino di diversa qualità destinate allo spazio della Regione Abruzzo al Salone del libro di Torino.
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