Chioschi per il pesce fritto sulla banchina

Riparte il progetto. Cremonese: lavori a fine estate, si apre nel 2022. Padovano: nuovi posti di lavoro
PESCARA. Una quindicina di fritterie lungo la banchina nord del lungofiume: partono gli interventi per dare corpo al progetto “Miglio zero”, lo street food del pesce alla marina. L’assessore alla Pesca, Alfredo Cremonese, annuncia che «dopo l’estate cominceranno i lavori per la creazione delle infrastrutture» che consentiranno il posizionamento dei chioschi destinati alla vendita al dettaglio del pescato. Il rilancio dell’idea progettuale, che arriva alla vigilia delle riaperture delle attività commerciali all’aperto, è sollecitato dal presidente di Confcommercio, Riccardo Padovano, promotore dell’iniziativa il cui iter burocratico va avanti da sei anni: «Il primo progetto presentato alla capitaneria di porto risale al 1° dicembre 2015», rammenta, «poi c’è stato un consiglio comunale che si è espresso a favore delle bancarelle mobili, con le ruote, per ragioni di sicurezza. Quindi sono seguite riunioni per fare il punto sulle questioni ambientali e pareri sul piano esondazioni. Adesso siamo in attesa di una conferenza di servizi per far partire i lavori. Dopo sei anni siamo ancora qui a sollecitare un progetto che a Salerno, dietro mia proposta, è partito tre anni fa. A San Vito Chietino stanno spopolando le fritterie, mentre noi, città di mare con grandi ambizioni turistiche, non riusciamo a far decollare i chioschi per i lacci della burocrazia».
Conferma, Cremonese, che «l’iter procedurale si deve concludere, ci sono in gioco fondi europei, intercettati dal Comune, per effettuare i lavori che, presumibilmente, partiranno dopo l’estate. Ci vorrà un annetto per concludere gli interventi lungo la banchina». Padovano preme sull’acceleratore per sciogliere quei lacci e spiega l’importanza del progetto che «consentirà ai turisti di degustare il pescato locale e ai pescaresi di apprezzare la bontà del nostro prodotto, oltre al fatto creerà posti di lavoro». La banchina sul lungofiume, fino alla Madonnina, sarà invasa da una quindicina di chioschetti di legno (sei metri di lunghezza per due) per la vendita del pesce di giorno, con la trasformazione in fritteria la sera.
«Turisti e pescaresi potranno passeggiare col cartoccio di pesce in mano e degustare i vini delle cantine del territorio», guarda al futuro Padovano, «il nostro obiettivo è ripristinare l’antico mercato del pesce di 40 anni fa quando le mogli dei pescatori, sulla banchina, vendevano l’ultimo pescato del giorno nei panieri di vimini».

