Chiosco devastato dai tifosi del Bari

31 Gennaio 2016

Gli ultrà pugliesi derubano il bar della curva sud, sfondano il cancello e si scontrano con la polizia: 5 feriti, uno è un agente

PESCARA. Il passaggio dei tifosi del Bari ha avuto l’effetto di un tornado, ieri pomeriggio, nella zona sud dello stadio Adriatico, e il bilancio del dopo-partita è decisamente pesante. Hanno devastato uno dei bar interni all’impianto sportivo e portato via la cassa, danneggiato i bagni, sfondato il cancello della curva sud e affrontato la polizia, che li ha contenuti e contrastati creando una barriera umana, prima che si disperdessero. Nei momenti in cui c’è stato il contatto con gli agenti, poi, è volato di tutto, e una volta fuori dallo stadio hanno anche danneggiato alcune auto della questura, parcheggiate in strada.

Cancello sfondato. È successo tutto al termine dell’incontro, quando i circa duemila tifosi biancorossi dovevano lasciare il campo. Alcuni di loro, qualche centinaio, erano in attesa di essere accompagnati ai pullman, secondo uno schema prestabilito dalle forze dell’ordine per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Ma loro non hanno voluto aspettare e hanno cominciato a premere per uscire, fino a quando hanno sfondato il cancello perimetrale della curva sud. All’esterno c’era un gruppo nutrito di poliziotti che ha creato una barriera e bloccato l’avanzata dei tifosi, per evitare che si allontanassero. In quegli istanti volava di tutto, anche perché poco prima, o forse contemporaneamente, i pugliesi hanno invaso e danneggiato il bar della curva sud, prelevando la macchinetta del caffé e il registratore di cassa (con il denaro), oltre a bottiglie e lattine conservate nella struttura.

Schiaffi e pugni. Una volta fuori dallo stadio, poi, hanno colpito i veicoli della polizia con pietre e altro, al punto che un mezzo è stato trovato con il finestrino sfondato. Negli scontri sono rimaste ferite cinque persone, medicate per lo più sul posto, stando ad un primo bilancio dell’accaduto della questura, e tra loro anche un poliziotto, mentre alcuni steward sono stati accerchiati e quindi presi a schiaffi e pugni da un gruppo di sconosciuti che si è presentato con la sciarpa tirata fin sopra gli occhi. C’è voluto un po’ per contenere l’avanzata dei baresi (che si sono spinti fino alla pineta ma non sono andati oltre) e far rientrare l’allarme, per poi fare in modo che raggiungessero i pullman parcheggiati in via D’Avalos, a bordo dei quali hanno lasciato poco dopo Pescara, scortati dagli agenti fino a destinazione.

Le indagini. La polizia non ha fermato nessuno ma la scena di violenza che si è verificata tra l’area interna e quella esterna allo stadio è stata ripresa dalle telecamere e nelle prossime ore prenderà il via il lavoro della Digos, diretta da Leila Di Giulio, per identificare i responsabili dell’accaduto, appurare le responsabilità dei singoli e quindi promuovere provvedimenti nei loro confronti.

«Sembravano un fiume in piena», racconta Gianfranco Recinella, gestore dei bar che si trovano dentro lo stadio e responsabile degli steward. «In 35 anni di lavoro in questo settore», dice amareggiato, «non ho mai visto niente del genere. Hanno distrutto il bar di cui mi occupo, nonostante fosse chiuso per motivi di sicurezza dalla fine del primo tempo, quando siamo stati invitati ad interrompere l’attività perché c’era il timore di tafferugli. Per entrare», racconta, «hanno prelevato una griglia dal bagno e hanno sfondato la porta di ingresso. Una volta dentro hanno preso il registratore di cassa con tutto il contenuto, rotto la macchinetta del caffè e saccheggiato tutto, distruggendo le vetrinette. La macchinetta del caffé l’ho ritrovata in strada, buttata via, il registratore di cassa lo hanno lasciato davanti a una villa, a pochi passi dallo stadio, e sono sparite bottiglie e lattine. Un danno enorme», dice ancora.

Bagni danneggiati. E non è finita lì. Recinella parla anche del «passaggio dei tifosi nei bagni, dove hanno colpito sifoni e lavandini, e ora bisogna vedere se funzionano i tornelli». Quando è stato assaltato il bar, il gestore non si trovava lì: «Ero in giro, e non sono riuscito ad arrivarci perché c’era troppa confusione». Ma, vedendo le condizioni in cui è ridotto il locale, commenta con amarezza che «queste persone non potrebbero andare in giro, non potrebbero assistere alle partite. Sembravano dei leoni, brutti e affamati, e prima d’ora non era mai accaduta una cosa del genere».

Non è la prima volta, certo, che si verificano episodi di violenza, ma è stato diverso. «C’erano stati problemi l’altro anno, con una aggressione a fine partita, ma stavolta sembravano più pericolosi. Io credo che non dovrebbero andare più in trasferta, per tutto il campionato, considerato quello che hanno combinato».

I rischi. Inevitabile, poi, una riflessione sul pericolo che si corre in queste occasioni. «Per quanto ci riguarda noi facciamo il nostro lavoro, mettiamo a disposizione gli steward (220 complessivamente) ma il commento dei ragazzi, specie quelli che sono stati aggrediti, è sul rischio a cui si espongono in occasioni simili, solo per guadagnare qualcosa. Stavolta, poi, non abbiamo avuto a che fare con dei tifosi ma sono arrivati dei banditi e la polizia ha fatto di tutto per contrastarli. Anzi, mi dispiace per chi, tra gli agenti, ci ha rimesso. Ritengo che si siano prodigati nel miglior modo possibile».

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