Chiude dopo 40 anni la lavanderia “Riviera”

In pensione Ernaldo e Rita, titolari della storica tintoria artigianale in via Puccini Nel 2013 furono insigniti del premio Fedeltà al lavoro e al progresso economico
PESCARA. Un’altra saracinesca si è abbassata per sempre a Pescara. Ha chiuso i battenti la lavanderia Riviera, di via Puccini, un’attività d’altri tempi che in città esisteva da più di 40 anni. I titolari della tintoria Ernaldo Faraone e Rita Pantaleone, 78 anni lui, 65 anni lei, di Villa Raspa, hanno deciso che era arrivato il momento di andare in pensione e di godersi il meritato riposo con figli e nipoti dopo una vita di duro lavoro.
Così nei giorni scorsi, non prima di aver riconsegnato ai clienti fino all’ultimo dei capi lavati, puliti e profumati, sono state smantellate tutte le attrezzature, le lavatrici e i ferri da stiro della lavanderia, che alcuni anni fa dal Comune di Pescara aveva anche ottenuto il riconoscimento di Attività storica. L'insegna della bottega è stata smontata e un piccolo pezzo di storia della città se n'è andato.
La storia della tintoria pescarese inizia negli anni ’60 a Sydney, in Australia, dove come tanti altri ragazzi dell’epoca era emigrato in cerca di opportunità di lavoro il giovane Ernaldo Faraone, originario di un piccolo paese abruzzese, Caldari di Ortona. Nella metropoli australiana gli fu data in gestione una piccola sartoria artigianale, che portò avanti con discreto successo per circa 10 anni, dandogli l’occasione di maturare un’esperienza importante nel settore. Un volta rientrato in Italia per motivi familiari, Ernaldo decise di mettere a frutto l’esperienza australiana avviando a Pescara, nel 1973, una tintoria artigianale gestita in proprio. Fu così che prese il via l’attività della lavanderia Riviera, che nei primi anni si trovava sul lungomare Matteotti in prossimità dell’ingresso principale del parco Villa De Riseis. Successivamente la bottega venne trasferita nella vicina via Puccini, non lontano dall’ingresso posteriore del parco. Le capacità di Ernaldo Faraone, che nel frattempo aveva trovato una valida socia nella moglie Rita, originaria di Lanciano, furono subito notate in tutto il quartiere di Borgo Marino Nord e via via anche nell’intera città. In controtendenza rispetto alle regole del mercato che si sono andate affermando negli ultimi decenni - con tempi di lavorazione sempre più brevi, costi sempre più ridotti e una qualità del servizio che spesso è low cost come i prezzi applicati - la lavanderia Riviera, una tintoria di tipo tradizionale, ha avuto la capacità di mantenere nei suoi oltre quattro decenni di storia un'attenzione e una cura del dettaglio vecchio stile, ormai una rarità nella società dove fretta e rapidità scandiscono ogni azione, in ogni ambito. A costo di metterci più tempo a riconsegnare un abito, l’importante per Ernaldo e Rita è sempre stato riconsegnarlo pulito e profumato, rimesso a nuovo come appena comprato. Una caratteristica del loro lavoro old style che nel corso degli anni non ha fatto mai perdere la clientela, anzi. Diversi i casi di clienti che si sono presentati alla lavanderia Riviera da tutte le province abruzzesi per far lavare i panni dal signor Ernaldo, di cui si diceva: «Se quella macchia non te la toglie Ernaldo, allora non te la toglie nessuno».
Nel 2013, Ernaldo e sua moglie hanno anche conseguito il premio Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico, consegnato dalla Camera di Commercio. Da alcuni giorni, i coniugi Faraone sono a riposo. La tintoria dove hanno trascorso gran parte della loro vita non c’è più. E loro si stanno godendo la serenità della pensione nella loro casa di Spoltore, accanto al figlio Roberto, una gioia che aumenta quando da Orvieto viene a trovarli la figlia Anna, con il marito e i nipoti Michele, di 13 anni, e Alessia, di 16 anni.

