Chiude Ginecologia, pazienti dirottati

Penne, nuovo taglio all’ospedale dopo lo stop al punto nascita. Pettinari: prima vanno finiti gli interventi già programmati
PENNE. Arriva un nuovo taglio per l’ospedale San Massimo di Penne. A partire dal prossimo 1° aprile, il reparto di Ginecologia dovrebbe essere chiuso: lo prevede un atto della Asl. A denunciare l’ennesimo ridimensionamento è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, a seguito di diverse segnalazioni ricevute. Il rischio è soprattutto per quegli utenti che hanno già programmato operazioni nell’ospedale di Penne e che rischiano di essere dirottati all’ospedale di Pescara.
«Abbiamo chiesto alla direzione sanitaria quantomeno di portare a termine le operazioni già in programma, che altrimenti verrebbero spostate su Pescara con un aggravio di disagio per gli utenti. Per il San Massimo», dice Pettinari, «perdere Ginecologia sarebbe gravissimo. Per molti residenti dell'entroterra vestino, non è cosa semplice raggiungere Pescara. Dopo aver ricevuto svariate segnalazioni ho voluto confrontarmi con la dottoressa Lucia Romandini, attualmente vicaria del direttore generale della Asl di Pescara, che ha confermato il problema. La Ginecologia rappresenta un’eccellenza del San Massimo e, semmai, va potenziata anche attraverso la riapertura del punto nascita, reparto strettamente collegato. Alla Romandini», spiega Pettinari, «ho chiesto che le operazioni programmate siano portate a termine, che l’atto programmatico di chiusura di Ginecologia sia rivisto, e che il punto nascita di Penne venga riaperto perché abbraccia un territorio ampio e caratterizzato da una viabilità svantaggiata».
Il consigliere M5S torna sul discorso punto nascita, svelando come la Regione Abruzzo e la Asl di Pescara abbiano ovviato in questi mesi alla chiusura reparto del San Massimo. «Per sopperire alla chiusura dei punti nascita la Regione ha acquistato delle ambulanze veloci. Quella che in questi mesi avrebbe dovuto servire Penne e le partorienti dell’area vestina so per certo che è parcheggiata a Pescara. È un’assurdità incredibile e una profonda ingiustizia per tutta l’area vestina. Il decreto Lorenzin», prosegue Pettinari, «non ha imposto nulla alla Regione e se il reparto nascite di Penne dovesse esser riaperto non accadrebbe nulla di particolare. La chiusura del punto nascita di Penne è esclusivamente frutto di una scelta politica. Ritengo che l’ospedale di Penne, da quello che sto vedendo, abbia un destino segnato così come tutti i piccoli ospedali. Sarà necessario difendere il territorio e non privare il San Massimo di tutti i suoi reparti. Da qui ai prossimi dieci anni, altrimenti, la salute dei cittadini sarà seriamente messa in discussione», chiosa Pettinari che annunciato che nelle prossime settimane effettuerà un ulteriore sopralluogo alla struttura sanitaria vestina dopo quello effettuato la scorsa settimana.
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