Chiude la banca del borgo Il sindaco incontra i vertici

Città Sant’Angelo. Dopo il 18 ottobre i servizi saranno trasferiti alla Marina Perazzetti ottiene la convocazione a Roma: a fine mese riunione con la direzione
CITTÀ SANT’ANGELO. Dopo quasi 150 anni di storia, l'istituto di credito del centro storico di Città Sant'Angelo rischia la chiusura, lasciando gli oltre 2mila correntisti senza il loro punto di riferimento. La notizia è stata comunicata dai responsabili di Banca Intesa Sanpaolo al sindaco Matteo Perazzetti in un incontro avvenuto lo scorso 26 agosto: il motivo risiede in una campagna di razionalizzazione messa in campo dall'istituto bancario, che prevede la chiusura di circa 600 filiali su tutto il territorio nazionale. Da quello che si apprende la data di chiusura è fissata per il 18 ottobre: da quel momento tutte le attività di sportello verrebbero trasferite alla filiale della Marina, davanti al casello autostradale. Tuttavia, per cercare di scongiurare l’ipotesi o almeno attutirne i disagi, il sindaco angolano ha scritto alla direzione centrale della banca, manifestando tutto il suo disappunto per la scelta. Una lettera a cui i vertici dell'istituto di credito hanno risposto, convocando Perazzetti a Roma per giovedì 23 settembre. Sarà quella la circostanza giusta per trovare un punto d'incontro, capace da un lato di consentire la prosecuzione del servizio e dall'altro di non interferire con le politiche aziendali della banca. Tuttavia, sulla notizia dell'eventuale chiusura dello sportello è arrivata anche una nota da parte del Partito democratico, che polemizza con l'amministrazione: «La comunicazione social evidentemente viene portata avanti solo quando conviene», si legge in un post. «Gli amministratori sapevano già da tempo della possibile chiusura, ma nonostante questo hanno ritardato nel comunicarlo ai cittadini, che avevano diritto di essere tempestivamente informati di quanto sta accadendo e di quanto si sta facendo per risolvere la problematica». E ancora: «La politica è una cosa seria e per questo ci muoviamo sempre nell'interesse della collettività, così come i social sono un mezzo potentissimo e li utilizziamo per far sentire la voce di chi, nonostante abbia posto domande, non ha mai ricevuto risposte. L'unica cosa che il sindaco Perazzetti ha saputo fare è stato tacciarci di esserci fiondati sull'argomento per farne una questione politica». Dal canto suo il primo cittadino mantiene un basso profilo, limitandosi a spiegare che «ci sono alcune questioni particolarmente delicate per le quali serve lavorare, prima di mandarle sui social. Sono stato uno dei pochi sindaci a ottenere la convocazione nella direzione generale per discutere del problema. Appena avremo risposte definitive ne daremo notizia».
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