Chiusa da mesi l’entrata principale del cimitero

CAPPELLE SUL TAVO. Chiuso da mesi, perché il cancello automatico è rotto, l'ingresso principale del cimitero di Cappelle sul Tavo. Per entrare nel camposanto, viene utilizzato un cancello sul retro...
CAPPELLE SUL TAVO. Chiuso da mesi, perché il cancello automatico è rotto, l'ingresso principale del cimitero di Cappelle sul Tavo. Per entrare nel camposanto, viene utilizzato un cancello sul retro che funziona con le chiavi, che spesso rimane troppo tempo chiuso, a volte troppo tempo aperto, anche di notte.
Sul disservizio interviene il capogruppo di minoranza della lista civica Insieme per Cappelle, Pierino Di Giandomenico, che attacca: «Il sindaco Maiorano, in carica dal 2009, a suo tempo disse che il cimitero rappresenta un biglietto da visita per la comunità. Non possiamo che essere d'accordo. Bisogna essere coerenti e prendere le opportune decisioni per far in modo che questo buon proposito si realizzi, ma non si fa niente di tutto questo e neppure il necessario. Tanti cittadini sono arrabbiati per questa scarsa sensibilità. Da alcuni mesi, il cancello automatico del cimitero è rotto e non viene riparato, di conseguenza l'entrata principale è chiusa mentre viene aperto un altro cancello manualmente».
Per consentire l'accesso al cimitero, il cancello sul retro dev'essere aperto con le chiavi da personale del Comune. È quindi capitato che, il cimitero, la domenica mattina rimanesse chiuso fino a oltre le 10, mentre è aperto durante la notte. «L'amministrazione non riesce nemmeno a garantire un intervento di ordinaria manutenzione come la riparazione o la sostituzione di un cancello automatico» prosegue Di Giandomenico, «per non parlare poi della mancanza di loculi, ormai da più di tre anni, in quanto un blocco di 48 loculi in costruzione ormai da tempo non si riesce a completare. Altri cento loculi sono stati programmati con la devoluzione di mutui nel 2014, quindi già finanziati, ma non si riesce ad appaltarlo. Tutto questo causa disagio, problemi di scarsa sicurezza e un senso di abbandono per cui i cittadini protestano e chiedono più attenzione con una gestione più attenta».
Gabriella Di Lorito
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