Chiusa la riviera per le esplosioni

21 Marzo 2019

Automobilisti e pedoni protetti da siepi e muretti hanno assistito alle operazioni 

MONTESILVANO. La città di Montesilvano ieri mattina si è trasformata per qualche ora nel set di un film d’azione, tra fucili, pistole, caricatori, munizioni per mitra kalashnikov e l’esplosione di bombe a mano, sotto l’occhio attonito di decine di residenti.
Di registi e telecamere però neanche l’ombra, dal momento che la realtà ha superato di gran lunga la finzione. Non era un attore il pluripregiudicato montesilvanese di 65 anni finito in manette e non era di plastica l’arsenale custodito nella sua auto parcheggiata tranquillamente sotto la sua abitazione di via Agostinone, a pochi passi dalla caserma dei carabinieri e al centro delle due strade più trafficate della città, la Nazionale e via Verrotti. Così come erano tristemente vere le due bombe a mano attive che sono state fatte brillate poco dopo la loro scoperta sulla spiaggia libera di Montesilvano. È accaduto intorno alle 11 quando il Nucleo carabinieri artificieri e antisabotaggio del Comando provinciale di Chieti, con la collaborazione dei carabinieri di Montesilvano e dei vigili del fuoco, hanno chiuso momentaneamente al traffico un tratto di lungomare, poche decine di metri all’altezza di via L’Aquila, per poi posizionare gli ordigni esplosivi sotto la sabbia, vicino alla battigia. Dopo aver messo in sicurezza l’area, tenendo a debita distanza automobilisti e pedoni, gli artificieri intorno alle 11.30 hanno attivato a distanza il detonatore invitando i presenti ad abbassarsi, riparandosi dietro la siepe. «Attenzione. Pronti al fuoco: 3, 2, 1. Fuoco!”, hanno gridato i militari prima dell’esplosione che ha prodotto una grande nuvola nera portata immediatamente via dal vento che soffiava in maniera intensa.
Tanti i passanti che, incuriositi da quel grande dispiegamento di forze dell’ordine e di soccorso, hanno seguito con curiosità e apprensione le fasi dell’esplosione, lasciando momentaneamente le automobili in coda sulla riviera e assiepandosi sul marciapiede e sui muretti della pineta. Ma la paura principale registrata tra i residenti è senza dubbio quella dovuta al ritrovamento di tutte quelle armi e alle ipotesi circa il possibile utilizzo che il pregiudicato di Montesilvano avrebbe potuto farne se non fosse stato bloccato dai carabinieri.
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