Chiuse 6 fontanelle, è giallo sull’acqua non potabile

Vietato bere anche in piazza dei Grue, all’Aurum, nei parchi Falcone e Di Cocco Il Comune chiede lumi all’Aca, le associazioni consumatori minacciano esposti
PESCARA. E ora sono sei in un mese. Sono le fontanelle chiuse in città per «acqua non potabile». Dopo quelle della Pineta e di via del Santuario, anche altre 4 fontanelle - vicino all'Aurum, in piazza dei Grue, al parco Falcone e al parco Di Cocco - ora recano un cartello con il simbolo del Comune di Pescara che segnala il divieto di bere l’acqua. E, dunque, sono state chiuse, con tanto di ordinanza comunale.
Anche se ieri, in quella vicino all’Aurum, meta quotidiana di decine di ciclisti che si fermano per approvvigionarsi di acqua, come dimostra la foto di Giampiero Lattanzio che pubblichiamo oggi, almeno fino alle 13,15, alcuni hanno fatto provvista. L’avviso che vietava l’uso dell’acqua, probabilmente, come ha riferito l’ex assessore comunale Armando Foschi, ora membro dell’associazione “Pescara-mi piace”, è andato perduto, visto che, riferisce Foschi, si tratterebbe di «due fogli di carta appiccicati alla meno peggio nella serata di mercoledì ai due impianti (piazza dei Grue e Aurum), di cui già stamattina (ieri) il foglio presente sulla fontanella dell’Aurum si era staccato, portato via dal vento».
«A fronte delle comunicazioni della Asl circa la non potabilità dell’acqua erogata da altre due fontanine», ha invece fatto sapere con una nota l’assessore comunale alle Politiche ambientali, Simona Di Carlo, «in piazza dei Grue e accanto all’Aurum, l’amministrazione si è subito mobilitata a tutela della salute pubblica: sono stati messi avvisi sugli impianti interessati, è stata emessa una nuova ordinanza per inibirne l’utilizzo e abbiamo subito chiesto all’Aca», ha sottolineato Di Carlo, «che è l’ente a cui compete il servizio idrico, anche una verifica in tempi brevi della potabilità dell’acqua erogata da tutte le fontanine presenti in città e una mappatura delle stesse, affinché si possa arrivare a un quadro completo della situazione, per avere anche risposte sulle cause della non potabilità». Il timore, infatti, è che anche per le altre fontanelle ci sia il rischio di non potabilità dell’acqua.
il Centro, ieri, ha cercato di contattare il direttore tecnico dell’Aca, l’Azienda acquedottistica comprensoriale, Lorenzo Livello, ma il telefono è squillato a vuoto. Mentre però è montata la protesta di associazioni e partiti politici, che paventano rischi anche per l’acqua domestica. «La notizia preoccupa ancora di più», è intervenuto il consigliere comunale del M5S, Massimiliano Di Pillo, il quale non ha escluso un esposto in Procura, «se si pensa che la rete idrica che alimenta le fontanelle è la medesima che raggiunge le abitazioni. Sono davvero falle del sistema idrico o ci sono altre pericolose sostanze nell’acqua domestica», si è chiesto il consigliere comunale pentastellato, in aggiunta a «ferro e manganese?».
E se Foschi ha annunciato che verranno portati «in laboratori certificati alcuni campioncini d’acqua, prelevati sia dalle fontanelle interdette sia dai rubinetti delle case situate tutt’attorno», anche Donato Fioriti, presidente dell’associazione dei consumatori Contribuenti Abruzzo, ha reso nota una possibile azione in tribunale. «Ci auguriamo che Comune e Aca», ha detto, «consci dell’infortunio comunicativo, diano spiegazioni immediate di quanto accade. Se ciò non avverrà, valuteremo azioni legali a tutela della salute dei cittadini e il ricorso alla Procura». Il Forum H2O, inoltre, chiede «spiegazioni dettagliate», e per questo ha avviato un accesso agli atti poiché, fa notare, «la rete di distribuzione è la stessa delle case».
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