«Chiusi in casa, la notte non si riposa più»

12 Marzo 2023

Quaranta famiglie di via del Porto denunciano: schiamazzi fino alle 4, è impossibile vivere così

PESCARA. Musica elettronica o tecno ad altissimo volume fino alle 4 di notte. Una volta fuori, finita la serata, i fumi dell’alcol alimentano urla e schiamazzi, e inducono qualcuno a lasciar andare ogni freno inibitore, tanto da arrivare ad espletare i propri bisogni a cielo aperto. Sono immagini che si ripetono ogni weekend e che stanno esasperando una quarantina di famiglie di via del Porto. Le famiglie hanno presentato esposti.
Nel locale che un tempo ospitava un ristorante e che non aveva mai creato problemi ai residenti della zona, da circa tre anni, ha aperto un club che nel weekend organizza serate con dj che mettono musica fino alle 4 di notte. «Non ne possiamo più», dicono gli inquilini del condominio, che si sviluppa tra i civici 16, 18 e 20 di via del Porto. «Ogni weekend questo club organizza serate con 300-400 persone, con una musica assordante che entra nelle case, anche a finestre chiuse. La notte si è trasformata in un incubo. Non chiudiamo occhio e vogliamo che sia tutelato il nostro diritto al riposo».
Una ventina di condomini lo scorso gennaio, dopo aver partecipato anche a una riunione della commissione consiliare Sicurezza, ha preparato una segnalazione che ha mandato al Comune, ponendola all’attenzione del sindaco Carlo Masci, degli assessori all’Ambiente, Isabella Del Trecco, alla Sicurezza, Adelchi Sulpizio, e al Commercio, Alfredo Cremonese, nonché al comandante dei vigili urbani, Danilo Palestini, per denunciare «la gravissima situazione di ordine pubblico, a causa dell’attività di un locale». Il club «effettua l’apertura dalle 23 alle 4 del mattino», scrivono i residenti. «Viene emessa musica a volume altissimo e i gestori, avendo a disposizione un minimo spazio all’interno del locale, utilizzano il cortile all’aperto. Da questa organizzazione derivano rumore, schiamazzi di ogni genere e vociare fino alle 4 e oltre».
Secondo gli abitanti, i gestori occuperebbero anche il suolo pubblico con transenne posizionate sui marciapiedi per filtrare le persone. «Il degrado», prosegue la denuncia, «è accentuato dagli avventori che non trovando spazio dentro il locale, consumano liquori e bibite all’esterno, che restano poi come rifiuti abbandonati nella giornata successiva». A seguito della lettera mandata all’amministrazione, all’inizio di febbraio l’Arta ha avviato delle rilevazioni fonometriche, di cui i condomini ora attendono gli esiti. «Il protrarsi della situazione di disagio, la mancanza di riposo e la tensione generata stanno avendo ripercussioni sullo stato di salute e sulla capacità lavorativa delle persone». (m.pa.)