«Chiusi per protesta» Le ragioni dei negozianti

11 Giugno 2018

Dopo il flop della notte dello Shopping di venerdì e le scuse dell’assessore i commercianti accusano: «Serve un progetto, non si risolve con un evento»

PESCARA. «La città commercialmente non funziona. L’unico modo per protestare, per farci sentire, era di tenere abbassate le saracinesche la sera di venerdì e di spegnere anche le luci. Io l’ho fatto. E con me qualcun altro. Ma se non fosse piovuto, costringendo anche molti altri a restare chiusi, nessuno si sarebbe accorto di noi e dei nostri problemi». Roberto Di Tommaso, titolare di Wp store in via Roma non fa fatica a svelare che «per protesta, e non per il maltempo», venerdì non ha aderito alla Notte dello shopping contribuendo al flop dell’evento che ha poi costretto l’assessore al Commercio e ai grandi Eventi, Giacomo Cuzzi, a chiedere scusa alla città, mandando a dire ai commercianti che per la notte dei Saldi del 7 luglio ci dovranno pensare loro: «Noi forniamo solo il supporto logistico». Ma ai negozianti del centro stremati da stagioni di crisi e sacrifici, poco importa: «Certo che la notte dello shopping la faremo, ci riguarda direttamente, a prescindere da quello che vorrà organizzare il Comune», riprende Di Tommaso, «il problema è che bisogna intervenire su una situazione drammatica. Se i negozi chiudono ogni settimana vuol dire che qualcosa non funziona. Per questo», racconta il negoziante, «venerdì mattina avevo proposto ai colleghi di via Roma che non fanno altro che lamentarsi di restare con le serrande chiuse e luci spente quella sera. Ma senza voler boicottare nessuno, senza motivi politici, solo per cercare di migliore le cose. Si deve partire dalla testa e non dai piedi, inutile organizzare l’evento di una serata per vedere tornare tutto come prima, con la città vuota, sporca e senza controlli. La protesta non voleva essere contro Cuzzi ma contro una gestione del problema che non sta funzionando. Ma se non ci si fosse messo il maltempo nessuno si sarebbe accorto dei due o tre commercianti che non avrebbero aperto comunque». Tra questi, Simona Cavalazzi, della boutique Jeuneusse: «Le notti bianche non risolvono, chiediamo di poter tornare a lavorare tutti i giorni. Vediamo noi che cos’è Pescara: il deserto dei tartari, Invece di pensare ai singoli eventi», va avanti, «bisogna creare delle sinergie con la Regione finalizzate a portare persone a Pescara. Ci vuole un progetto, ma anche tra di noi c’è chi continua a guardare al giornaliero e venerdì sera avrebbe aperto comunque. Io no, io avrei organizzato una serata di serrande chiuse per dare il segnale forte e compatto di un malessere che va affrontato». Come lei Eligia della boutique per bambini Bebé: « A prescindere dalla pioggia dovevamo stare tutti chiusi, con dei cartelli che spiegassero il motivo. Purtroppo i commercianti vanno ognuno per sè».
«Bisogna essere accattivanti tutti i giorni, non risolvi con una serata», commenta Claudio Minicucci della Chitarra antica di via Sulmona, «io venerdì ero pronto per restare aperto, mi ero attrezzato con i tavolini fuori, ho chiuso perché con quel tempo non andava in giro nessuno. Forse spalmando l’evento ai tre giorni dell’Ironman saremmo stati comunque coperti, anche dal tempo. Nessun commerciante chiude se c’è gente».
«Io ho seguito la linea dell’assessore, come Enjoy, Pinko, la gioielleria De Santis e Champions», dice Ottavio Battista del negozio di abbigliamento Glam di via Roma, «abbiamo chiuso alle 23, ma l’evento non è comunque riuscito. Bisogna tornare a restringere la zona degli eventi alla Ztl, ma l’assessore l’ha capito. Per la notte dei saldi del 7 luglio da parte dei commercianti della Ztl ci sarà la massimo collaborazione».