Chiuso anche il ponte spostato

Attraversa il Sangro. La prima denuncia (del Centro) risale al 1993
ATESSA. La decisione è stata presa alle 23.30 di ieri dalla Provincia, su sollecitazione del prefetto di Chieti, Antonio Corona. Dopo i fatti tragici di Genova e la scossa di terremoto in Molise, è stato chiuso il ponte che da Sant’Onofrio porta in Val di Sangro con alcuni plinti di fondazione che sembrano spostati. Nel 1993 fu proprio un articolo del Centro a segnalare lo stato del ponte, ma la notizia è poi riapparsa in maniera ciclica, come nel maggio del 2015 quando dell’argomento si occupò Striscia la Notizia.
In quell’occasione una perizia della Provincia rassicurò i cittadini. «Il ponte», dichiarò al Centro l’ingegnere Carlo Cristini, dirigente provinciale del settore 6-Pianificazione, progettazione e manutenzione stradale, «fu oggetto di un intervento nel 1993 e da allora è tenuto costantemente sotto controllo. Ciò che sembra uno spostamento del plinto di fondazione», affermò l’ingegnere, «è dovuto a un cedimento della casseratura (cassa di legno o di metallo, sostenuta da apposita armatura, ndc) nella fase di getto del cemento». Ma, secondo la perizia, il fulcro è integro. Il 13 maggio del 2015, Antonio Tamburrino, allora assessore provinciale alla Viabilità, su quel ponte aggiunse: «Dal punto di vista statico i risultati sono da ritenersi soddisfacenti». Ma la prudenza è d’obbligo. Il ponte di Sant’Onofrio è parallelo a un altro ponte, che dista pochi chilometri, nel territorio di Paglieta, detto di “Guastacconcio” che, già lesionato nel passato, ha un traffico inibito a mezzi superiori a 10 tonnellate.
Matteo De Nobile

