Chiusura Nike, ora si muove il sindaco

3 Ottobre 2019

Città Sant’Angelo, Perazzetti convoca le parti in Comune. Sabato e domenica prossimi nuovo sciopero dei 22 lavoratori

CITTÀ SANT’ANGELO. Non sono per nulla intenzionati ad alzare bandiera bianca i lavoratori del negozio Nike all'interno di Città Sant'Angelo Village, che l'azienda ha deciso di chiudere dopo dieci anni di attività, nonostante l'ottimo stato di salute certificato degli utili registrati.
Dopo la due giorni di sciopero dello scorso fine settimana, l'attività ha riaperto i battenti, ma nuove iniziative sono annunciate per il prossimo week-end. Nonostante il silenzio dell'azienda, ieri mattina il sindaco di Città Sant'Angelo Matteo Perazzetti ha convocato un tavolo di confronto fissato per mercoledì prossimo, 9 ottobre, al quale oltre al sindacato Filcam-Cgil rappresentato da Davide Urbano, è stato inviato il direttore dell'outlet e la stessa Nike, nella speranza che qualcuno dei rappresentanti possa presentarsi personalmente dopo la videoconferenza di pochi giorni fa. L'obiettivo è quello di provare in tutti i modi a scongiurare la chiusura del punto vendita, che metterebbe a rischio il lavoro degli attuali 22 dipendenti occupati. Ancor prima di valutare eventuali alternative, l'idea principale infatti rimane quella di ottenere la revoca della decisione dell'azienda, arrivate come un fulmine a ciel sereno lo scorso 9 settembre e che allo stato attuale appare irrevocabile.
Le altre strade paventate fino a questo momento infatti non hanno trovato il benestare da parte di lavoratori e del sindacato: l'idea di un trasferimento in altri punti vendita fuori regione, senza un contributo economico o un adeguamento salariale, appare infatti più un licenziamento mascherato agli occhi dei destinatari anziché un'effettiva soluzione. Da quanto si apprende, anche la direzione del Village è al fianco dei lavoratori Nike, sia per un discorso di solidarietà sia per l'altro legato all'immagine di tutta la struttura, che si vedrebbe privata di uno dei suoi punti di forza. Anche per questo, nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 ottobre il negozio rimarrà chiuso e all'ingresso del centro commerciale verrà allestito un banchetto da parte dei lavoratori per la raccolta delle firme, da parte di clienti e colleghi commercianti, da cercare di far pesare anche in sede di contrattazione. È chiaro che in questo momento nulla vuol essere lasciato al caso e la sensibilizzazione dell'utenza può rappresentare una carta in più da giocarsi, per difendere la vita del negozio che a dicembre avrebbe spento le dieci candeline.