«Ci avete lasciati a secco per mesi»

29 Ottobre 2021

L’esasperazione dei cittadini: «Ora dateci risposte sulla fine di questi disservizi»

PESCARA. «Ci avete lasciati senz’acqua, dalla mattina alla sera, da giugno». Le parole pronunciate nell’aula consiliare del Comune da Giulia Petcheva, che quest’estate ha portato i panni sporchi alla Nave di Cascella, per protesta, racchiudono tutta l’esasperazione dei pescaresi. Da mesi i rubinetti sono a secco «anche a piano terra», nonostante l’Aca debba garantire il servizio a piano terra (oltre, serve l’autoclave). «Non siamo sfollati», le fa eco Simona Biondi, di Montesilvano, che sottolinea il «diritto dei cittadini a un bene essenziale per eccellenza, per il quale paghiamo le bollette. Nel mio condominio, poi, l’autoclave c’è, ma l’acqua manca». Anche in piazza Sant’Andrea, a casa di Corrado Di Sante (Rifondazione comunista) «il pomeriggio manca l’acqua, nonostante 5 autoclavi nel palazzo». In queste condizioni, dice il segretario provinciale del Prc «bisogna darsi delle priorità e non mi sembra che la politica locale e regionale sia su quelle priorità». Parla dei problemi «in pieno centro», a piano terra, anche Silvia Stellabotte ricordando che quello dell’acqua è «un problema decennale» emerso a causa di «siccità e lockdown». Emanuele Mancinelli (Acqua pubblica Abruzzo) chiede di «spendere bene i fondi del Pnrr, che devono finanziare i lavori» mentre per la Consulta regionale degli utenti e dei consumatori, Luigi Di Corcia racconta «le lamentele raccolte da migliaia di cittadini che non riescono a sapere dalle istituzioni quando i disservizi avranno fine». Se la prende con l’Aca, che «non garantisce l’acqua neanche a piano terra», e fa presente che «non tutti i cittadini hanno la possibilità di installare impianti di autoclave». In aula, Di Corcia sollecita risposte sui tempi, ma ieri, sottolinea il consigliere Piero Giampietro (Pd), «le risposte non sono arrivate e noi chiediamo che ora si faccia un passo avanti. Non basta dire che deve piovere e che si deve mettere l’autoclave». «È arrivato il momento», per Paolo Sola (M5S), «di azioni concrete per tornare alla normalità» e «ci domandiamo dove sia la politica regionale, oggi, se l’acqua è una priorità», aggiunge Erika Alessandrini (M5S). «Mancano i progetti», accusa Marco Presutti (Pd) raccogliendo la replica di Vincenzo D’Incecco (Lega): «I problemi di oggi sono stati generati da venti anni di precedenti governi, cerchiamo di guardare avanti, evitando polemiche». (f.bu.)