«Ci ha salvato la cintura Siamo dei miracolati»

Alessio Lucci racconta l’incidente di cui è rimasto vittima con il fratello a Elice «Quella sera abbiamo visto la morte in faccia. Ai ragazzi dico: andate piano»
PESCARA. Di quella notte ricorda tutto perfettamente. Ed è certo di aver imparato molto dal terribile incidente stradale avuto con il fratello. Tanto che consiglia ai giovani di andarci piano, con l’acceleratore. Oggi Alessio Lucci, 29 anni, guarda la vita con occhi diversi.
Cosa è accaduto la notte tra il 24 e il 25 gennaio a Elice mentre era in auto con suo fratello Corrado, che guidava l’Audi A5?
Mentre stavamo tornando a casa un animale selvatico ha attraversato la strada. Mio fratello ha cercato di evitarlo, l’auto si è spostata sulla corsia opposta ed è finita sull’erba e poi, da lì, in una specie di fossato, e abbiamo preso un palo di cemento armato dell’energia elettrica. Nella mia mente è tutto nitido, purtroppo, mentre mio fratello ricorda ben poco, è svenuto subito. Io ho visto tutto e mi sono accorto di cosa stava accadendo.
Cosa ha pensato?
Mi reso conto dall’inizio che l’auto stava uscendo fuori strada e ho sperato che non prendesse il palo. Poi ho sentito un botto terribile e non ho capito più niente. Non ho avuto tanti pensieri. Mi sono stretto alla maniglia che avevo alla mia destra e ho puntato i piedi. Di sicuro la cintura ci ha salvato la vita. E probabilmente anche l’air bag, specie a mio fratello perché il lato dell’auto occupato da lui si è disintegrato. Dopo lo schianto, il sedile di mio fratello si è girato verso l’esterno. L’auto era in condizioni impressionanti.
Che sensazioni ricorda?
Lo spavento. Dopo la botta ho chiamato mio fratello. Non riuscivo più a vederlo perché il tettuccio dell’auto se n’è sceso. Ma non rispondeva. E ho pensato che fosse uscito dall’auto. Mi sono liberato, sono sceso e l’ho raggiunto. Era seduto, legato, grazie alla cintura di sicurezza, ma non era cosciente e non lo sentivo respirare, forse perché ero impanicato. Quando ho aperto lo sportello, si è staccato. Con un braccio e una spalla cercavo di reggere mio fratello. Con l’altra mano ho avvisato i soccorsi e mio padre, ma avevo il polso rotto, ho perso molto sangue. Ho temuto fosse morto, sì. Poi ho fatto di tutto per raggiungerlo in ospedale, visto che ci hanno portato in due ospedali diversi, a Pescara e Penne. Volevo andare da lui, non volevo neppure fare i raggi al polso.
Se ci pensa ora, crede che l’incidente si potesse evitare con una guida più prudente?
Abbiamo incrociato il cinghiale dopo una curva coperta. Non ricordo la velocità ma, pur evitando l’animale, avremmo comunque potuto perdere il controllo dell’auto perché c’era il ghiaccio.
Cosa le ha insegnato l’incidente?
Sono più spaventato, alla guida. Mantengo le distanze di sicurezza e ci penso trenta volte, prima di sorpassare. Quando mi accorgo che ci sono situazioni particolari o vedo auto con le quattro frecce, mi spavento.
Le capita di avere dei comportamenti scorretti in auto?
Evito. Prima di questo e di un altro incidente (precedente) usavo poco la cintura, anzi quasi mai. Ora la allaccio, appena salgo in auto.
E nella sua vita è cambiato qualcosa?
Ho capito che siamo stati miracolati. Ci sono persone che muoiono in incidenti stradali meno gravi, dal punto di vista dei danni alle auto. Un mio amico ha perso la vita in un incidente, e lo abbiamo appena ricordato in un memorial. Da quel giorno mi sento migliorato. Ho capito che diamo peso a cose di poca importanza, trascuriamo i rapporti con le persone, ci lasciamo andare a cattiverie. Ma in questa vita siamo di passaggio.
Il momento più bello, dopo l’incidente?
Quando ho saputo che mio fratello era fuori pericolo. Ed è accaduto dopo un paio di giorni.
Cosa vi siete detti?
Quando l’ho rivisto mi ha solo salutato perché era sotto morfina.
E la sua vita è ripresa subito regolarmente?
Sono stato due settimane in ospedale con mio fratello e comunque avevo il polso rotto. Ho ricominciato tutto come prima dopo circa 40 giorni. Non era semplice, mi tornavano in mente i flash dell’incidente.
E ora ci pensa ancora?
E’ inevitabile, quando sono solo. O magari quando incontro qualcuno che lo ha saputo attraverso la stampa e tira fuori l’argomento.
Quando sa di altri incidenti, cosa pensa?
Spero che nessuno si sia fatto male.
Qual è il messaggio che manda ai ragazzi della sua età?
Andate piano. Io ho sempre corso con la macchina, e ho rischiato tantissime volte senza motivo, esagerando. Solo chi ha la mia stessa passione per i motori può capirlo. Certo, non si pensa mai che un incidente possa capitare proprio a noi. Ma può succedere.(f.bu.)

