«Ci sono mesi in cui non entra un soldo»
PESCARA. «Una cifra per tutte: per una difesa d’ufficio prima percepivo importi tra i due e i tremila euro, adesso se mi va bene ne prendo 400, 500. Ma dopo anni, perchè le liquidazioni che devono...
PESCARA. «Una cifra per tutte: per una difesa d’ufficio prima percepivo importi tra i due e i tremila euro, adesso se mi va bene ne prendo 400, 500. Ma dopo anni, perchè le liquidazioni che devono fare i giudici sono bloccate. Io sto ancora aspettando liquidazioni del 2006 e del 2007 per processi del 1998 e 1999. Non lo so neanch’io perché continuo». A parlare, a patto dell’anonimato, è un avvocato di 45 anni iscritta all’albo dal 2000, dopo un praticantato iniziato nel 1995.
«Ho vissuto momenti d’oro», riferisce la professionista, «perché si lavorava e i tariffari erano rispettati. Invece con la crisi degli ultimi anni è andata sempre peggio, e si arriva al punto che certi mesi non entra neppure un euro a fronte delle spese continue che ci sono, dallo studio e relative utenze alla Cassa forense, che comunque non scherza, considerando che minimo bisogna pagare 1.600 euro all’anno. Perchè succede che il cliente quando deve pagare sparisce, aspetta fino alla fine, mentre comunque il lavoro va portato avanti e comunque ci sono soldi da anticipare, bisogna muoversi, spostarsi e quando non entrano soldi è un dramma».
«Ne dico una», va avanti l’avvocato pescarese: «Ho fatto un giudizio abbreviato per una violenza sessuale ascoltando i testi e affrontando ben quattro udienze che mi sono costate spostamenti e lavoro fino a tardi per giorni. Il risultato? 450 euro. Ma l’ultima ha dell’incredibile: sto per mandare la fattura elettronica in Corte d’appello per 900 euro di liquidazione per un primo grado, mentre il processo si è concluso anche in secondo grado. Ecco perché siamo la categoria dei poveri, perché ci siamo davvero impoveriti», commenta amareggiata l’avvocato.
«Proprio oggi (ieri ndr)», racconta la 45enne, «mi ha chiamato una mia amica dicendo che aveva passato lo scritto dell’esame di Stato. Gli ho fatto le condoglianze, non si ha idea di quante spese bisogna affrontare mentre ci sono mesi in cui non entra un soldo. Io per questo non mi sono potuta sposare. Tra me e il mio fidanzato ci siamo fatti due conti e non si arrivava. Ma si deve sperare nella fortuna: se ti capita la pratica buona ti si risolleva l’annata. Come il Gratta e vinci. Ma ti deve capitare».
(s.d.l.)
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