Cianchetti, il medico che ridà la speranza

L’esperto: così la prevenzione batte sul tempo il tumore al seno
I tumori della mammella sono in costante aumento. Professor Ettore Cianchetti, qual è l'incidenza in Abruzzo?
Siamo nell'ordine di 170 casi ogni 100mila abitanti contro i 38 registrati cinquant'anni fa. Un aumento esponenziale legato a fattori ambientali, inquinamento, stile di vita e, soprattutto, alimentazione non corretta che incidono sull'insorgere dei tumori, sulle leucemie, i linfomi, le malattie neurodegenerative, il diabete di tipo 2 che mezzo secolo fa non esisteva e che, oggi, è molto frequente nelle donne in menopausa.
Possiamo fare una stima delle donne operate di cancro alla mammella?
Lo scorso anno sono state operate 58mila donne in Italia di tumore al seno, circa 1.200 in Abruzzo.
Un numero enorme. Come prevenire l'insorgenza del tumore?
Per il cancro alla mammella dobbiamo distinguere la prevenzione primaria da quella secondaria. La prevenzione primaria è legata allo stile di vita: è fondamentale evitare di ingrassare, occorre camminare almeno mezz'ora al giorno, seguire un'alimentazione corretta preferibilmente ricca di cibi biologici. Evitare, quindi, prodotti processati, in scatola e da forno, che contengono additivi e conservanti.
Ad esempio?
Il glifosato è un erbicida utilizzato per eliminare le piante indesiderate in agricoltura, ma è potenzialmente cancerogeno per l'uomo. Bisogna stare molto attenti alla scelta dei cibi che si portano in tavola. L'alimentazione è fondamentale: è bene evitare i carboidrati, ricchi di glucosio, e tutti i grassi animali come insaccati e prosciutto crudo. Anche i latticini freschi, mozzarella e ricotta vanno dosati nel consumo. La carne rossa non più di una volta la settimana, il pesce due volte e vanno consumati molta verdura e i legumi.
Un segreto per non sbagliare nella scelta dei cibi?
Seguire la stagionalità di frutta e verdura, che devono essere fresche, perché il nostro organismo risponde ai cambiamenti delle stagioni.
Per prevenzione secondaria cosa si intende?
I controlli periodici: dai 30 anni le donne devono eseguire una visita senologica ogni anno, dai 40 anni la mammografia ogni anno fino ai 50. Dopo la menopausa bisogna programmare la mammografia ogni due anni, sempre, senza interruzioni. Qui, si apre una problematica importante.
In che senso?
Lo screening in Abruzzo varia da Asl ad Asl in maniera significativa, sia economicamente che come tempi di attesa. Un altro dato negativo è che l'Abruzzo risulta indietro nell'applicazione delle leggi nazionali sugli screening alla mammella.
Ci spieghi meglio.
Secondo le direttive nazionali le mammografie vanno effettuate una vota l'anno dai 40 ai 50 anni e una volta ogni due anni dai 50 ai 74 anni. La Regione Abruzzo non ha recepito ancora questa normativa per cui effettua, di prassi, le mammografie ogni due anni dai 50 ai 69 anni.
Questa tempistica varia per i soggetti a rischio?
Le persone a rischio, con familiarità del cancro al seno, dovrebbero essere prese in carico e seguite direttamente dalla Regione, con controlli e screening costanti per valutare, di volta in volta, la situazione. Ma questo, in Abruzzo, non avviene.
Professore lei ha creato un'associazione che segue le donne operate di cancro al seno anche sotto l'aspetto psicologico. In che modo?
Tramite l'associazione Isa collaboriamo con la medicina integrata dell'ospedale di Ortona per aiutare le donne operate di cancro alla mammella. È scientificamente accertato, infatti, che fare attività fisica in ambiente naturale aumenta le possibilità di guarigione e diminuisce il rischio di recidiva.
Chi ha avuto il cancro, quindi, deve evitare una vita sedentaria e fare attività?
Assolutamente sì. Bisogna fare esercizio fisico costante: abbiamo studi che dimostrano come l'attività fisica diminuisce del 30% il cortisolo, l'ormone dello stress, che favorisce l'insorgenza dei tumori. Non solo. Fa aumentare del 50% il "natural killer".
Di cosa si tratta?
Sono cellule del nostro sistema immunitario che ci difendono dai tumori. Più ne abbiamo, più siamo al riparo dall'insorgenza della malattia o da eventuali recidive.
Torniamo all'associazione Isa. Che tipo di attività fate?
Ogni quindici giorni portiamo gruppi di donne operate di cancro alla mammella a fare passeggiate nella natura, camminate in montagna, yoga, meditazione. Serve a stimolare positivamente l'organismo, ad abbassare il livello di stress che influisce sulla malattia, ma anche a ritrovare un equilibrio interiore. L'Abruzzo, con le sue montagne, i paesaggi e la natura, si presta molto a questo tipo di attività.
Siamo ad ottobre, mese della prevenzione. Lanciamo un appello.
Ottobre si tinge di rosa per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione nella lotta al tumore al seno. Durante questo periodo si promuove la consapevolezza sull’importanza della diagnosi precoce e dei percorsi di cura tempestiva. La campagna "Ottobre rosa" è una delle iniziative più significative e diffuse in Italia e dimostra la volontà di informare e sensibilizzare donne e uomini di ogni età sull’importanza della diagnosi precoce. La prevenzione non dovrebbe essere mai rimandata.
La parola d'ordine è farsi controllare.
Sempre, con costanza. Lo screening è un esame che consente di individuare la malattia in fase iniziale. Può salvare la vita. Negli ultimi anni si è registrato un costante aumento di frequenza di diagnosi, accompagnata, però da una riduzione della mortalità. Ciò è stato possibile anche grazie alle diagnosi precoci, all’anticipazione diagnostica e ai progressi terapeutici. Prevenzione e screening sono fondamentali.
Siamo nell'ordine di 170 casi ogni 100mila abitanti contro i 38 registrati cinquant'anni fa. Un aumento esponenziale legato a fattori ambientali, inquinamento, stile di vita e, soprattutto, alimentazione non corretta che incidono sull'insorgere dei tumori, sulle leucemie, i linfomi, le malattie neurodegenerative, il diabete di tipo 2 che mezzo secolo fa non esisteva e che, oggi, è molto frequente nelle donne in menopausa.
Possiamo fare una stima delle donne operate di cancro alla mammella?
Lo scorso anno sono state operate 58mila donne in Italia di tumore al seno, circa 1.200 in Abruzzo.
Un numero enorme. Come prevenire l'insorgenza del tumore?
Per il cancro alla mammella dobbiamo distinguere la prevenzione primaria da quella secondaria. La prevenzione primaria è legata allo stile di vita: è fondamentale evitare di ingrassare, occorre camminare almeno mezz'ora al giorno, seguire un'alimentazione corretta preferibilmente ricca di cibi biologici. Evitare, quindi, prodotti processati, in scatola e da forno, che contengono additivi e conservanti.
Ad esempio?
Il glifosato è un erbicida utilizzato per eliminare le piante indesiderate in agricoltura, ma è potenzialmente cancerogeno per l'uomo. Bisogna stare molto attenti alla scelta dei cibi che si portano in tavola. L'alimentazione è fondamentale: è bene evitare i carboidrati, ricchi di glucosio, e tutti i grassi animali come insaccati e prosciutto crudo. Anche i latticini freschi, mozzarella e ricotta vanno dosati nel consumo. La carne rossa non più di una volta la settimana, il pesce due volte e vanno consumati molta verdura e i legumi.
Un segreto per non sbagliare nella scelta dei cibi?
Seguire la stagionalità di frutta e verdura, che devono essere fresche, perché il nostro organismo risponde ai cambiamenti delle stagioni.
Per prevenzione secondaria cosa si intende?
I controlli periodici: dai 30 anni le donne devono eseguire una visita senologica ogni anno, dai 40 anni la mammografia ogni anno fino ai 50. Dopo la menopausa bisogna programmare la mammografia ogni due anni, sempre, senza interruzioni. Qui, si apre una problematica importante.
In che senso?
Lo screening in Abruzzo varia da Asl ad Asl in maniera significativa, sia economicamente che come tempi di attesa. Un altro dato negativo è che l'Abruzzo risulta indietro nell'applicazione delle leggi nazionali sugli screening alla mammella.
Ci spieghi meglio.
Secondo le direttive nazionali le mammografie vanno effettuate una vota l'anno dai 40 ai 50 anni e una volta ogni due anni dai 50 ai 74 anni. La Regione Abruzzo non ha recepito ancora questa normativa per cui effettua, di prassi, le mammografie ogni due anni dai 50 ai 69 anni.
Questa tempistica varia per i soggetti a rischio?
Le persone a rischio, con familiarità del cancro al seno, dovrebbero essere prese in carico e seguite direttamente dalla Regione, con controlli e screening costanti per valutare, di volta in volta, la situazione. Ma questo, in Abruzzo, non avviene.
Professore lei ha creato un'associazione che segue le donne operate di cancro al seno anche sotto l'aspetto psicologico. In che modo?
Tramite l'associazione Isa collaboriamo con la medicina integrata dell'ospedale di Ortona per aiutare le donne operate di cancro alla mammella. È scientificamente accertato, infatti, che fare attività fisica in ambiente naturale aumenta le possibilità di guarigione e diminuisce il rischio di recidiva.
Chi ha avuto il cancro, quindi, deve evitare una vita sedentaria e fare attività?
Assolutamente sì. Bisogna fare esercizio fisico costante: abbiamo studi che dimostrano come l'attività fisica diminuisce del 30% il cortisolo, l'ormone dello stress, che favorisce l'insorgenza dei tumori. Non solo. Fa aumentare del 50% il "natural killer".
Di cosa si tratta?
Sono cellule del nostro sistema immunitario che ci difendono dai tumori. Più ne abbiamo, più siamo al riparo dall'insorgenza della malattia o da eventuali recidive.
Torniamo all'associazione Isa. Che tipo di attività fate?
Ogni quindici giorni portiamo gruppi di donne operate di cancro alla mammella a fare passeggiate nella natura, camminate in montagna, yoga, meditazione. Serve a stimolare positivamente l'organismo, ad abbassare il livello di stress che influisce sulla malattia, ma anche a ritrovare un equilibrio interiore. L'Abruzzo, con le sue montagne, i paesaggi e la natura, si presta molto a questo tipo di attività.
Siamo ad ottobre, mese della prevenzione. Lanciamo un appello.
Ottobre si tinge di rosa per sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione nella lotta al tumore al seno. Durante questo periodo si promuove la consapevolezza sull’importanza della diagnosi precoce e dei percorsi di cura tempestiva. La campagna "Ottobre rosa" è una delle iniziative più significative e diffuse in Italia e dimostra la volontà di informare e sensibilizzare donne e uomini di ogni età sull’importanza della diagnosi precoce. La prevenzione non dovrebbe essere mai rimandata.
La parola d'ordine è farsi controllare.
Sempre, con costanza. Lo screening è un esame che consente di individuare la malattia in fase iniziale. Può salvare la vita. Negli ultimi anni si è registrato un costante aumento di frequenza di diagnosi, accompagnata, però da una riduzione della mortalità. Ciò è stato possibile anche grazie alle diagnosi precoci, all’anticipazione diagnostica e ai progressi terapeutici. Prevenzione e screening sono fondamentali.

