Cibo e farmaci all’Ucraina: la solidarietà sta crescendo

Ora sono 30 le associazioni rifornite dal Banco alimentare con 7mila kg di viveri E 20mila euro le donazioni ricevute dalle 450 farmacie per acquistare medicine
Trenta associazioni rifornite dal Banco Alimentare abruzzese con oltre 7mila kg di beni di prima necessità, e quasi 20mila euro già raccolti dalle 450 farmacie della nostra regione per l’acquisto di farmaci da inviare in Ucraina. Sono i numeri della solidarietà abruzzese, che non tengono conto della miriade di iniziative spontanee, ma raccontano bene i contorni di una vera e propria mobilitazione per il popolo ucraino. A un mese dall’inizio della guerra, la solidarietà abruzzese è cresciuta come un’onda anomala incontenibile.
GLI AIUTI DEL BANCO
ALIMENTARE
Subito dopo lo scoppio del conflitto, il Banco Alimentare Abruzzo ha attivato una raccolta fondi da destinare ai banchi alimentari dei Paesi vicini al conflitto, Ucraina, Polonia, Moldavia e Romania, per sostenere l'acquisto di attrezzature per consegnare cibo a chi è sotto le bombe dei russi e aiutarli nello svolgimento delle normali attività quotidiane.
Ma subito dopo si è attivato anche un secondo filone di intervento «che riguarda i profughi che stanno arrivando in Abruzzo», ha spiegato Mimmo Trivisani, direttore del Banco Alimentare Abruzzo, «ci siamo resi disponibili per sostenere le associazioni e i comuni che accolgono i rifugiati ucraini e che avranno necessità di scorte di generi alimentari».
E finora quasi trenta associazioni si sono rivolte al Banco Alimentare Abruzzo per la ricerca di aiuti e beni.
«Diamo una mano a strutture di vario tipo», prosegue Trivisani, «dalle associazioni di volontariato alle case di accoglienza per famiglie, compresi ovviamente i Comuni. Ci stiamo adoperando per distribuire più prodotti possibili a chi aiuta i profughi arrivati in Abruzzo». Il Banco Alimentare, per sua natura, non si occupa della distribuzione diretta ai profughi dei generi di prima necessità, alimentari e prodotti per l'igiene, ma interviene a supporto di associazioni di volontariato ed enti locali. Il paniere dei prodotti varia a seconda delle richieste e delle esigenze del momento. E in totale, finora, sono stati distribuiti circa 7mila chilogrammi di prodotti. «Cerchiamo di esaudire tutte le richieste. La nostra missione è dare una mano a chi è in prima linea a livello locale, ma ci stiamo muovendo anche a livello europeo, grazie ai collegamenti con il Banco alimentare dei Paesi vicini alla guerra».
È difficile dire per quanto tempo si trascinerà il conflitto in Ucraina, e proprio per questo «vogliamo rivolgere un appello alle aziende che già ci sostengono», conclude Trivisani, «continuate a farlo e, dove possibile, garantiteci prodotti qualitativamente accettabili. È ben accetto anche il sostegno economico, perché il cibo ha bisogno di essere trasportato e la logistica ha un suo costo».
IL RUOLO DELLE FARMACIE
In prima linea per l’Ucraina ci sono anche le 450 farmacie abruzzesi. «La nostra raccolta fondi per l’acquisto di farmaci sta andando molto bene», spiega l’aquilano Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, «siamo arrivati a circa 20mila euro di donazioni, puntiamo ad arrivare a 40 mila prima di acquistare il primo lotto di farmaci da inviare in Ucraina». L’operazione è gestita dalla Protezione civile, che si occuperà di far arrivare gli aiuti. «Per diverse ragioni pratiche, non si prevede una raccolta di farmaci con donazioni da parte dei cittadini, che tuttavia possono aderire versando somme sul conto corrente dedicato», spiega Gizzi. Il conto corrente bancario è questo: IT88S0623003200000057484463 (Crédit Agricole, filiale 00544 Roma, causale “emergenza Ucraina adesione campagna umanitaria”). Con i fondi saranno inviati siringhe, guanti, cerotti, bendaggio, garze, medicazioni sterili e prodotti per l’infanzia come il latte artificiale. Ma anche farmaci di prima emergenza e antibiotici specifici. L’acquisto dei prodotti sarà all’ingrosso a prezzo di costo. «Ci stiamo muovendo anche a livello europeo», spiega Gizzi, presidente anche dell'Unione Europea delle Farmacie Sociali, «ma è bello vedere che anche molti cittadini, in maniera spontanea, vengono nelle farmacie per acquistare farmaci da mandare in Ucraina».

