Cibo, giochi e bellezza le idee dei balneatori

17 Maggio 2016

In attesa dei nuovi dati sulla qualità del mare, conferme delle palme in stand by Ma i gestori dei lidi sono fiduciosi e propongono nuovi servizi in spiaggia

PESCARA. Per la riuscita di una stagione balneare occorrono essenzialmente bel tempo e mare pulito. La meteorologia non consente ancora, nonostante studi e tecniche sempre più avanzati, di fare previsioni esatte a lungo termine, dunque su quanto splenderà il sole sull’estate 2016 certezza non c’è.

Quanto al mare, sono tempi duri e molte cose sono invece cambiate. Pescara, e non solo, in queste ore è in fremente attesa dei nuovi risultati dei prelievi dell’Arta lungo la sua costa per capire se la situazione delle acque sia migliorata e se l’acclamato DK15 – ovvero quella sorta di condotta sulle golene che deve intercettare gli scarichi nocivi e deviarli verso il depuratore – abbia fatto il proprio dovere riportando sotto il livello di guardia i valori dell’inquinamento e dunque consentire il certificato di balneabilità alla riviera pescarese. I titolari e gestori degli stabilimenti sulla spiaggia da anni ormai hanno imparato a fronteggiare le estati piovose con le iniziative più diverse per rendere comunque accattivante il litorale per turisti e cittadini. Nella lotta con l’inquinamento del mare e i divieti di balneazione muovono invece i primi difficili passi incerti, perché la soluzione piscina non è praticabile per tutti i lidi e far dimenticare il mare sporco con iniziative varie è impresa titanica.

Ma i balneatori sono gente di mare e ci provano comunque. Intanto assicurano che non stanno registrando disdette a pioggia di ombrelloni e palme, quanto piuttosto conferme in stand by , ovvero in attesa dei famosi risultati. E oltre a chiedere con forza l’intervento serio della politica per la depurazione degli scarichi sui fiumi, prima condizione imprescindibile per il recupero della stagione, e oltre a una incrollabile fiducia nell’esito positivo dei nuovi esami, sembra proprio che i gestori dei lidi si stiano dando da fare per rendere ancor più appetibili i loro stabilimenti, quasi a cancellare l’onta di quel divieto di fare il bagno che pesa come un macigno.

Così, mentre cinque imprenditori del turismo hanno progettato sette eleganti pontili su pennelli in legno che oltre a consentire affascinanti passeggiate sull’acqua, dalla riva a 40 metri al largo, dovrebbero anche arginare il fenomeno erosivo delle onde, ce ne sono altri che stanno investendo in iniziative e servizi vari che soprattutto sembrano guardare alla famiglia e ai bambini – per loro si sa le spiagge dell’Adriatico sono le più adatte – ma anche al turismo che guarda al buon cibo e alle tipicità da riscoprire, e quello che guarda allo sport salutare unito al divertimento, e poi alla bellezza e ai trattamenti per conservarla a lungo. A campione ecco come si stanno muovendo i balneatori pescaresi.

«Il divieto di balneazione verrà tolto, ne siamo sicuri», è l’esordio di buon auspicio di Stefano Cardelli del lido Nettuno. «Noi, che tradizionalmente eravamo più “serali” come iniziative, quest’anno puntiamo sul giorno, e offriremo tanto sport, con una scuola beach volley, sambafit con insegnante brasilino, zumba, lezioni di pilates, stretching, ma anche open day in spiaggia per trattamenti estetici con il dottor Orazio Schiavone, il villaggio dei bambini che, a parte i i gonfiabili assicurerà giochi didattici con lo staff di La mia tata, società composta da educatrici che proporranno attività didattiche, laboratori teatrali e ludici, ma anche equitazione, con navetta che accompagna al maneggio, nuoto in convenzione con la piscina del Miramare, e poi scuola di barman, ballo... Insomma, una reazione importante», chiude Cardelli, «con un maggiore equilibrio notte-giorno, perché a prescindere dall’inqinamento le spiagge meno meno frequentate: c’è crisi, e chi lavora ha sempre meno tempo libero». Estate «all’insegna del buonumore», al Plinius di Lorenzo Papa: «con tanti giochi per bambini, calcetto, servizio di baby sitter, ristorante», annuncia.

«Qui da noi il mare non ha problemi», tiene a sottolineare il titolare dell’Ippocampo, 1 e 2, sulla riviera sud, di fronte al teatro D’Annunzio, Luigi Iervese, «tanto che quest’anno si faranno qui le gare in acqua di Ironman. E noi sullo sport puntiamo molto, con palestra in acqua e in spiaggia, ma anche maxischermo per gli Europei di calcio, e poi colonie estive per bambini. Il massimo lo diamo con la ristorazione, dalla colazione alla cena passando per aperitivi, pranzi e merende».

Lorenzo Lemme della Playa quest’anno punta sul birra e cibo a km0, ma prima di raccontare i nuovi progetti fa una premessa: «Oltre all’inquinamento, che riguarda zone circoscritte, noi combattiamo da anni con problemi burocratici soffocanti. Pensi che per farci autorizzare i giochi per bambini dalla Sovrintendenza ai beni ambientali abbiamo dovuto fare un rendering del progetto! Su ogni cosa occorrono miriadi di autorizzazioni, 13 enti vengono a controllare di tutto ogni stagione. Io un pennello su cui si possa camminare sul mare lo avevo pensato, una pedana con terrazzino con pontile per affacciarsi sull’acqua, ma qui c'è il divieto imposto dalla capitaneria di porto, è pericoloso perché i pennelli di cemento sono messi male e non ci si può posizionare la pedana: ci dovrebbero autorizzare a gestirlo, ma non si sa chi, il Comune o la Capitaneria? Non è chiaro...».

Così la Playa questa estate incrementerà l’attività sulla terrazza dello stabilimento entrando nel circuito Campagna Amica della Coldiretti e proponendo birra di produzione artigianale, ma anche pizza fatta con farine da grani coltivati nelle vicinanze (e studiati all’università di Teramo), piatti dal mercato locale del pesce: «Vogliamo sempre più qualità». Baia Papaya incrementa anch’esso lo spazio bambini. Luigi Sebastiani, per tutti Gino, vuole le ultime novità per loro, atteggiamento imparato in tanti anni di vita in Australia, raccontano i dipendenti, quindi ecco la “Zona molle”, con gonfiabili , che si affitta anche per le feste, e ogni golosità per i piccoli. Procede con cautelaDante Donatelli del Venere e del Sirena, sempre sulla riviera Nord: «I ristoranti li diamo in gestione», racconta, «per il resto aspettiamo di dati. Gli ultimi indicavano un sensibile miglioramento. Abbiamo tanti clienti in stand by o che ci chiedono la piscina, ma il Comune non ce la fa fare. Abbiamo un bellissimo parco giochi. Pontili? Sì so di nuove iniziative sulla scìa della mitico pontile di Eriberto, ma se non ti puoi fare il bagno che ci fai? Aspettiamo»

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