Ciclista di 21 anni muore per un malore

1 Settembre 2024

Simone Roganti si accascia nella sua casa di Spoltore: la procura apre un’inchiesta sul decesso e dispone l’autopsia

SPOLTORE. Ieri mattina lo aspettavano gli amici Maurizio Formichetti e Gaia Realini a Passolanciano per l’ennesimo allenamento in vista del grande salto della sua carriera, il passaggio al team professionistico Vf Group Bardiani-Csf Faizanè, che gli aveva assicurato uno stage in Belgio per i prossimi mesi, antipasto del suo primo grande contratto nell’olimpo del ciclismo, dopo le ottime prestazioni degli ultimi tempi con la maglia della formazione tosco-marchigiana della MG Kvis Colors for peace e la prima convocazione in Nazionale dello scorso mese di luglio.
IL MALORE All’appuntamento, però, Simone Roganti, 21 anni compiuti solamente una settimana fa, ieri mattina non si è presentato. Un malore se l’era portato venerdì sera nella sua abitazione di Villa Santa Maria, frazione di Spoltore, in cui viveva con la famiglia. Improvvisamente, poco dopo le 22.30, Simone ha accusato un malore. I genitori si sono resi conto subito della gravità della situazione ed hanno allertato i soccorsi. L’arrivo tempestivo del 118 non è bastato: i tentativi di rianimazione sono andati avanti per oltre un’ora, ma per il giovane atleta non c’è stato nulla da fare.
LA FAMIGLIA La notizia si è diffusa rapidamente a Spoltore e nel mondo del ciclismo nazionale. Simone Roganti era chiamato in paese “Frecciarossa”. Un atleta che correva con la spinta di un’intera comunità, che tifava per lui e gli voleva bene, conoscendolo fin dalle sue prime pedalate. La famiglia Roganti ha sempre vissuto con passione nel mondo del ciclismo: il papà, Fabiano, era stato un corridore dilettante (aveva iniziato la carriera con un giovane Danilo Di Luca) e poi ds della società spoltorese Nuova Spiga Aurea, proprio quella in cui Simone aveva iniziato a fare sul serio. Lo zio Federico collabora ancora oggi con la Rcs e Federciclismo come motociclista per Radio informazioni. Anche il nonno è ancora impegnato nel mondo delle due ruote, come dirigente accompagnatore dell'Aran Cucine. Simone lascia anche mamma Alessandra e la sorella Lucrezia, anche lei conosciuta nell’ambiente sportivo perché giocatrice della società Spoltore Volley.
LA CARRIERA Cresciuto nella Nuova Spiga Aurea, il 21enne aveva debuttato tra gli Under 23 nel 2022 con la D’Amico UM Tolls, per poi passare alla Big Hunter Beltrami TSA Senene. L'ultima gara a cui aveva partecipato lo scorso 16 agosto: il Gran Premio Capodarco di Fermo. Il 15 settembre avrebbe dovuto partecipare al Trofeo Matteotti, nella sua Pescara, come già aveva fatto lo scorso anno. In questo 2024 si era classificato settimo al Campionato italiano under 23 e decimo al Giro della Valle D'Aosta, in forza alla Nazionale Under 23. E poi ancora un secondo posto nella classifica generale del Giro del Veneto e il settimo al campionato italiano Under 23.
Una carriera promettente per Roganti, abbinata ad una maturità e un’educazione notevoli, che gli avevano permesso di vincere per 4 anni di seguito il premio della Federciclismo Abruzzo per il miglior atleta-studente. La storia sportiva, invece, era stata segnata, già da diversi gravi infortuni: la rottura del bacino a Castelfidardo e, dopo pochi allenamenti, la paura per essere stato investito da una macchina. Nonostante le avversità, Simone è sempre tornato in sella alla sua bici, più forte di prima.
L’AUTOPSIA La Procura di Pescara ha aperto un fascicolo per indagare sulla morte di Simone Roganti. Il pm Luca Sciarretta ha disposto l'autopsia del corridore per capire le cause del decesso. Sarà il medico legale Cristian D’Ovidio, domani alle 12, ad eseguire l’autopsia sul corpo del giovane ciclista. L’esame farà chiarezza sulle cause del malore che venerdì scorso ha improvvisamente messo fine alla sua giovane esistenza e ai suoi grandi sogni di diventare una stella dello sport nazionale.
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