Ciclista trovato senza vita, al via l’autopsia

L’esame chiarirà la causa della morte del 62enne originario di Pescara: tra le prime ipotesi, un malore
PESCARA. Sarà l’ispezione cadaverica in programma questa mattina a fornire i primi elementi sulle cause della morte di Fausto Pescara, il ciclista di 62 anni trovato senza vita martedì pomeriggio nel territorio di Fara Filiorum Petri. Il pm Marika Ponziani ha affidato l’incarico al medico legale Cristian D’Ovidio. Soltanto dopo l’esame la procura valuterà se siano necessari ulteriori accertamenti e se procedere con l’autopsia. Restano da chiarire la causa del decesso e la dinamica della caduta: l’ipotesi è che il 62enne possa essere stato colto da un malore mentre pedalava oppure che sia morto per le conseguenze dell’impatto. Dai primi rilievi non sono emersi elementi riconducibili al coinvolgimento di altri veicoli o di terze persone.
Pescara era uscito lunedì mattina in sella alla sua gravel e non aveva più fatto ritorno a casa. Dopo l’allarme lanciato dalla moglie, le ricerche si erano concentrate tra Casacanditella, dove era risultava l’ultimo aggancio del telefono cellulare del ciclista, e Fara Filiorum Petri. Il corpo era stato individuato intorno alle 14 da un drone dei vigili del fuoco, lungo una discesa. Il ciclista aveva ancora il casco in testa. A ricordarlo sui social, profondamente commosso, è il nipote Manuel Ciccone: «Hai voluto scrivere il tuo epilogo uscendo di scena con la sua passione di sempre. Sei stato uno zio speciale che difficilmente potrò dimenticare, un mentore di vita, sempre con la risposta giusta e una soluzione per ogni problema».
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