Cimiteri strapieni? Idea San Silvestro per la cremazione
Colle Madonna al collasso, il Comune pensa a un rimedio E intanto i pescaresi si rivolgono a San Benedetto o Cesena
PESCARA. «Sono circa duecento i pescaresi che ogni anno si recano fuori regione per farsi cremare. L’ottanta per cento si reca a San Benedetto, e poi gli altri a Cesena e a Ravenna», spiega il vice sindaco, nonché assessore comunale con delega ai cimiteri, Enzo Del Vecchio. Dunque, se si desidera essere cremati, bisogna farsi portare via dall'Abruzzo. Non solo. Dai dati snocciolati ieri da Del vecchio, fra un po’ si correrà il rischio di andare fuori città anche per farsi tumulare in cimitero, in quanto se quello di Colle Madonna ora è già tutto pieno, e i defunti devono cercare ospitalità altrove, anche l’altro cimitero della città, quello di San Silvestro, è sulla via di toccare il limite.
«Attualmente vi sono a disposizione», fa sapere il numero due dell’amministrazione, «154 posti e sono in via di costruzione 900 posti. Ma se la media dice che ne muoiono più o meno quaranta al mese, fra due anni neanche al cimitero di San Silvestro vi sarà più posto», riflette Del Vecchio. Insomma, è verosimile che i defunti pescaresi non potranno godere dell’eterno riposo nella città dove hanno vissuto, «anche se», ha assicurato Del Vecchio, «non lasceremo il problema alla futura amministrazione che verrà, ancora noi o altri».
Un’alternativa all’inumazione potrebbe essere, appunto, quella di essere contenuti come polvere in un’urna, che poi potrebbe essere custodita in casa o dispersa, ma né a Pescara né in Abruzzo esiste un forno crematorio. E dire che, come si era accennato in una proposta della passata amministrazione di centrodestra, uno spazio per la cremazione era stato individuato proprio nel cimitero di Colle Madonna, oggi giunto al collasso, mentre invece l’attuale amministrazione di centrosinistra quest’area l’avrebbe individuata nel cimitero di San Silvestro.
«Se n’è parlato», ha fatto notare Del Vecchio, «e un’area predisposta alla cremazione potrebbe essere collocata nel cimitero di San Silvestro. È una soluzione sulla quale rifletteremo», prosegue, ma si tratta di un’ipotesi tutta da verificare, anche se un primo passo è stato già effettuato. «Abbiamo fatto un sopralluogo», ha sottolineato Del Vecchio, «e l’impresa che se ne dovrebbe occupare ha sostenuto che l’opera si potrebbe realizzare. Pertanto, affronteremo la questione».
Già, poiché se la stragrande maggioranza delle persone preferisce farsi tumulare nella maniera tradizionale, è pur vero che la cremazione potrebbe essere una soluzione per il problema degli spazi, visto che questa alternativa non è in contrasto con la religione cattolica (la religione predominante in Abruzzo e in Italia), in quanto è stata ammessa sin dal 1963, in occasione del Concilio Vaticano II, con un sì alla cremazione ribadito anche dalla Cei nel 2012, a patto che le ceneri non vengano disperse o tenute in casa, ma custodite in un cimitero.
A Pescara, intanto, fin dal 20 gennaio scorso, è stato istituito un registro, tenuto all’ufficio dell’anagrafe, che disciplina la volontà di chi ha deciso di farsi cremare dopo la morte. Al momento, ha fatto sapere ancora Del Vecchio, le persone che si sono registrate sono venti. E per qualcuno, forse, l’opzione della cremazione potrebbe essere scelta anche in virtù di un risparmio. In tutta Italia, infatti, la cremazione per salme non residenti nel Comune nel quale verrà svolta, il costo è sempre al di sotto dei 500 euro, con riduzioni anche di più di cento euro per le salme residenti.
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